Vittoria

Caporalato: polizia arresta in flagranza due imprenditori

La Polizia di Stato di Ragusa ha arrestato in flagranza di reato, per sfruttamento di braccianti agricoli, due imprenditori di Vittoria: i fratelli Angelo e Valentino Busacca

Caporalato: polizia arresta in flagranza due imprenditori

Vittoria - Titolari di un'azienda di 40.000 mq di coltivazione in serra di ortaggi sono accusati di caporalato e sfruttamento di manodopera. Impiegavano 26 operai illegalmente: 19 richiedenti asilo, 5 rumeni (2 donne) e due tunisini. Sette di loro alloggiavano in abitazioni fatiscenti nell'azienda in condizioni degradanti. Erano retribuiti con 25 euro al giorno per almeno 8 ore di lavoro senza ferie, astensione o giorni di riposo. Solo la domenica a volte non lavoravano, ma non venivano pagati. Ieri venti agenti della Squadra Mobile di Ragusa hanno fatto accesso nell'azienda cogliendo in flagranza gli operai addetti alla raccolta dei pomodoro. In manette, ammessi poi ai domiciliari, sono finiti i fratelli Valentino e Angelo Busacca, rispettivamente di 31 e 48 anni.

L'azienda dei due fratelli era stata già controllata nel 2015 ed erano state evidenziate le stesse carenze. Gli arresti sono scattati dopo un controllo anticaporalato effettuato nei terreni di tre aziende che coltivano ortaggi in serra da squadra mobile, agenti del
commissariato di Vittoria, Ispettorato del Lavoro e del Servizio Igiene dell'Asp. Un terzo imprenditore agricolo è stato denunciato perché nella sua azienda sono stati trovati quattro lavoratori che, sebbene regolarmente assunti, prestavano l'attività lavorativa a 25 euro al giorno pur avendo firmato un contratto per 63 euro.

Nell'azienda dei due fratelli arrestati i poliziotti hanno accertato che nessuno dei lavoratori era stato mai sottoposto a visita medica pur dovendo lavorare in condizioni di forte stress fisico e nessuna delle prescrizioni previste dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro era stata rispettata. senza scarpe da lavoro o scalzi o in ciabatte, senza magliette. Tutti hanno riferito che erano i due fratelli a prelevarli a casa, impartivano gli ordini, organizzavano il lavoro all'interno delle aziende e li pagavano. Venivano fatti lavorare almeno otto ore al giorno per una paga giornaliera di 25 euro. Fortissimo il timore di essere licenziati qualora avessero richiesto un aumento della paga o nel caso in cui l'efficienza nel lavoro non avesse soddisfatto l'incaricato alla loro vigilanza.

Ai titolari delle aziende saranno notificati i verbali per le violazioni commesse da parte dell'Ispettorato del Lavoro e la sospensione dell'attività per le numerose violazioni riscontrate

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