Ragusa

Maltrattavano i bambini, maestre a giudizio

I fatti risalgono al febbraio 2016 e si sarebbero verificati nell'istituto "De Amicis" di Modica. Il processo è stato fissato per il 5 marzo 2018. La difesa: nessun maltrattamento, vicenda da ridimensionare

Tribunale di Ragusa

Ragusa - Dovranno essere giudicate dal Tribunale due maestre della scuola "De Amicis di Modica, che il gip Andrea Reale ha rinviato a giudizio per maltrattamenti in concorso, con l'aggravante di aver commesso il fatto con abuso di autorità o violazione di doveri inerenti a una pubblica funzione nei confronti di alcuni bambini. Il gip, però, non ha ritenuto sussistenti gli elementi per accogliere la richiesta di custodia cautelare e di sospensione dal servizio, sollecitate dal pubblico ministero Marco Rota. I fatti contestati alle due insegnanti risalgono febbraio 2016. Fu subito dopo la conclusione delle indagini, che il pm chiese l'arresto e la sospensione delle due insegnanti, ma il gip Claudio Maggioni disse no: non ci sono gli elementi per giustificare arresto e sospensione. Il processo è stato fissato per il 5 marzo del prossimo anno.

Adesso, a rinvio a giudizio avvenuto, gli avvocati Antonio Borrometi e Vincenzo Rizza, legali delle due insegnanti, ritengono «senza voler approfondire i particolari di una vicenda delicata, ma la cui gravità va molto ridimensionata, che un primo sommario giudizio possa essere tratto dal testuale contenuto dell’ordinanza resa dal gip di Ragusa, Claudio Maggioni, in sede di esame della richiesta di sospensione cautelare delle insegnanti formulata dal Pubblico Ministero» nella ordinanza, riferiscono i due legali «non erano emersi dalle indagini elementi tali da far presumere comportamenti violenti, minacciosi o vessatori nei confronti degli alunni né che tali comportamenti abbiano avuto una gravità tale da cagionare sofferenze psichiche e fisiche agli alunni». Nel processo, spiegano i due legali, «troveranno la giusta collocazione le solide argomentazioni difensive delle imputate, che porteranno ad una sentenza assolutoria nella quale i sottoscritti difensori credono fermamente».

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