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Appalti Lidl, la famiglia Laudani garantiva il monopolio

I retroscena dell'operazione della Dda che ha portato agli arresti di questa mattina. I destinatari dei provvedimenti avrebbero pagato il clan in Sicilia e distribuito mazzette in Piemonte

Operazione Dda,4 Lidl in amministrazione giudiziaria

La presunta associazione per delinquere smantellata oggi dalla Dda di Milano avrebbe ottenuto "commesse e appalti di servizi in Sicilia" da Lidl Italia e Eurospin Italia attraverso "dazioni di denaro a esponenti della famiglia Laudani", clan mafioso "in grado di garantire il monopolio di tali commesse e la cogestione dei lavori in Sicilia". Gli arrestati, inoltre, avrebbero ottenuto lavori da Lidl Italia "in Piemonte" attraverso "dazioni corruttive". Lo si legge nell'ordinanza cautelare.

Nell'operazione che ha coinvolto il consorzio di società di vigilanza che ha in appalto la sicurezza del Tribunale di Milano, secondo quanto si è appreso, sarebbero emersi stretti rapporti tra alcuni dirigenti delle società coinvolte e messe in amministrazione giudiziaria, e alcuni personaggi ritenuti appartenenti alla famiglia dei Laudani. Nel corso dell'operazione, il gip del tribunale di Milano, su richiesta della Dda, ha emesso 15 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti a vario titolo accusati di far parte di un'associazione per delinquere che ha favorito gli interessi, in particolare a Milano e provincia, della famiglia mafiosa catanese dei Laudani. Altri due fermi di indiziato di delitto sono stati eseguiti a Catania. Una conferenza stampa è prevista alle 11 in questura, a Milano, alla presenza del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del sostituto procuratore Paolo Storari della Dda di Milano, oltre ai rappresentanti della Polizia e della Finanza.

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