Vittoria

Omicidio tunisino, fermato un romeno

La svolta nelle indagini dei carabinieri è arrivata nelle ultime ore. Il 21enne Iulian Ali aveva avuto rapporti di lavoro con la vittima. Sarebbe stato lui a uccidere il nordafricano, a gettare il cadavere nei pressi dell'ex discarica e poi a nascondere l'auto della vittima vicino a Scoglitti, come testimoniato da alcune immagini della videosorveglianza

Omicidio tunisino, fermato un romeno

Vittoria - Svolta nelle indagini dei carabinieri per l'omicidio del 47enne tunisino Farhat Abdessalem, avvenuto lo scorso 14 aprile. Il cadavere dell'immigrato venne ritrovato in contrada Pozzo Bollente, nei pressi dell'ex discarica comprensoriale. Il corpo del nordafricano presentava evidenti segni di violenza. Dopo una settimana di indagini serrate, i carabinieri hanno fatto scattare il fermo di un romeno di 21 anni, Iulian Ali, bracciante agricolo, con precedenti penali sia in Italia che in Romania. E' stata la Procura a disporre il fermo per il rischio di fuga. E' accusato di omicidio.

La tragica vicenda ha avuto inizio la mattinata del Venerdì Santo quando, per motivi e modalità di esecuzione ancora al vaglio degli inquirenti, il rumeno avrebbe colpito alla testa e in varie parti del corpo con un mezzo contundente e da taglio il maghrebino, con il quale intratteneva un rapporto di lavoro: Farhat dal 2003 viveva a Comiso con la moglie e i quattro figli minori; da circa un anno era affittuario in contrada Pozzo Ribaudo, a Vittoria, di un appezzamento di terreno coltivato ad ortaggi sotto serra. Il rumeno, dopo l’omicidio, secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, avrebbe trasportato il corpo con l’autovettura della vittima fino al luogo del rinvenimento, abbandonando, poi, il veicolo a Scoglitti, in Contrada Salina all’interno di un canneto.

Il primo passaggio per arrivare a identificare il romeno è stato il ritrovamento dell'auto della vittima; nelle ultime ore, i carabinieri sono riusciti a mettere assieme gli elementi probatori necessari per procedere al fermo di Ali Iulian, trasferito nella Casa Circondariale di Ragusa. A disporre il fermo del romeno è stato il procuratore facente funzioni Marco Rota. Le indagini sono tuttora in corso per approfondire movente, luogo esatto del crimine e individuare l'arma del delitto.

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