Mafia

Sequestrati beni per 3,5 milioni a clan Catanese

Sigilli anche due noti esercizi pubblici. Indagini della polizia di Stato

Beni per circa 3,5 milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia di Stato di Catania. Sono beni mobili, immobili e rapporti bancari, compresi due noti esercizi pubblici, ritenuti riconducibili a elementi collegati a un clan mafioso etneo. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania su richiesta dalla Dda della locale Procura. Le indagini sono state condotte da agenti della divisione di polizia anticrimine della Questura in collaborazione con personale della squadra mobile. Particolari sull'operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 nella sala riunioni della Questura di Catania.

Il provvedimento del Tribunale di Catania è stato emesso nei confronti di Gaetano Nobile, 31 anni, indicato come "orbitante nell'area di influenza della cosca Cappello" e colpisce beni di persone, tra familiari e prestanomi, ritenute a lui riconducibili. Per ricostruire il patrimonio sequestrato il Questore Marcello Cardona ha messo in campo un gruppo composto da investigatori della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine della polizia di Stato. Tra i beni a cui sono stati posti i sigilli anche due esercizi: il bar 'Castello 2' e il 'Caffè Diaz', entrambi in via Armando Diaz. Disposto anche il sequestro di quattro autovetture (una Porsche Macan S, due Mercedes, una Gla 220 e una B-200 Cci, e una Smart City-Coupé), un autocarro Mercedes e un motociclo Piaggio Vespa 125. Sequestrati anche conti correnti e rapporti bancari per complessivi 65.000 euro. Le indagini, secondo la ricostruzione della Questura, hanno permesso di accertare ripetuti passaggi di acquisti e cessioni delle proprietà di imprese e licenze per impedire, ritiene l'accusa, di risalire a Nobile. Per lui, già sottoposto a 'avviso orale', il questore Cardona ha proposto la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Nobile, sottolineano gli investigatori, "è imparentato con esponenti di spicco del clan mafioso Cappello (gli zii, Sebastiano e Aurelio Balbo) e, sebbene relativamente giovane, si è distinto in numerosi e gravi episodi delittuosi, per i quali ha subìto condanne definitive, tra l'altro, per furto aggravato, rapina aggravata, sequestro di persona, evasione e spaccio di sostanze stupefacenti".

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