Ragusa

Foto ai bambini da un furgone, partono le indagini

Il caso scaturito da un messaggio vocale recapitato a decine di persone. L'autrice del messaggio si presenta in Questura: è un episodio che è accaduto a mio figlio. Visionate le immagini del centro commerciale teatro dell'episodio

Squadra mobile Ragusa

Ragusa - Il messaggio vocale è diventato una sorta di tam tam, passando da telefonino a smartphone, senza soluzione di continuità. Una voce femminile invita a tenere sott'occhio un furgone di colore bianco con alcune persone a bordo: queste fotograferebbero i bambini. Il messaggio, diffuso sui servizi di messaggeria istantanea, è arrivato anche alla squadra mobile, che ha subito avviato i controlli. Ed alla fine ha smorzato l'allarme, spiegando che «a livello provinciale non risulta essere stata prodotta alcuna denuncia presso gli uffici delle Forze dell’Ordine» sulla presenza di questo misterioso furgone bianco. Di conseguenza, aggiunge la Questura, «nessun comunicato e/o richiesta di collaborazione alla cittadinanza è stata diramata da questo Ufficio in tema di ricerche di soggetti sospettati di adescare a qualsiasi titolo minori nel territorio ibleo».

Solo dopo che l'allarme era cresciuto in maniera esponenziale nel capoluogo ibleo, la donna che ha diffusa il messaggio si è presentata negli uffici della squadra mobile. Ha spiegato che l'episodio ha avuto come protagonista involontario il proprio figlioletto all'uscita dal centro commerciale "Ibleo". Il piccolo è corso impaurito verso la madre, raccontando che da un furgone bianco due persone hanno probabilmente scattato una foto verso il bambino. La donna ha anche spiegato di aver contattato i vigilantes del centro commerciale. E' stata monitorata la registrazione delle telecamere di sorveglianza, ma non è stato notato nulla di anormale.

Inevitabile, a questo punto, che l'attenzione si sposti dal furgone. Dopo aver raccolto la denuncia della donna, gli agenti della Mobile hanno acquisito le riprese della videosorveglianza, ma senza risultati concreti: «Stante la distanza dei sistemi di ripresa rispetto al luogo dei fatti - spiega il dirigente della Mobile Nino Ciavola - non è stato ancora possibile risalire alla targa o modello dei veicolo, mai "catturato" dagli obiettivi». Le indagini adesso cercheranno di far luce sull'episodio, individuando sia il mezzo che gli occupanti.

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