Pozzallo

Donna morta in mare, arrestato lo scafista

E' un gambiano di 18 anni. In manette sono finiti anche i presunti conducenti di altri tre natanti soccorsi al largo della Libia. Oltre duecento migranti arrivati in porto

Donna morta in mare, arrestato lo scafista

Pozzallo - C'è anche il presunto scafista del gommone su cui è morta la trentenne del Mali, che stava affrontando il viaggio della speranza verso la Sicilia con i figli di 6 e 8 anni. E' stato individuato dalla task force che opera nel porto di Pozzallo, insieme ad altri tre presunti scafisti, alla conduzione di altri tre scafi, tutti raccolti al largo della Libia dal supply vessel “Vos Hestia”. Si tratta di un gambiano di 18 anni. Gli altre tre arrestati sono due senegalesi e un eritreo, tutti diciottenni. Tutti sono arrivati in porto con i 178 migranti portati dalla nave "Vos Hestia".

Ricostruite anche le vicende che hanno portato alla morte della madre trentenne. La donna viaggiava su un gommone con altre 31 persone. Improvvisamente, parte dello scafo si è sgonfiato e tutti i migranti sono arretrati per evitare di finire in acqua. La madre ha raccolto attorno a sé i figli per proteggerli dall'improvvisa ressa, ma è finita schiacciata dagli altri migranti. Il medico legale, che ha effettuato l'ispezione cadaverica ha parlato di "asfissia secondaria da schiacciamento per sovraffollamento" come causa del decesso.

Gli altri migranti erano, invece, stipati su altri tre gommoni. Ed è grazie alle dichiarazioni raccolte che le forze dell'ordine sono riuscite ad individuare i presunti scafisti. Tutti sono stati arrestati e trasferiti nel carcere di Ragusa. Dovranno rispondere di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, mentre il gambiano anche della morte della donna del Mali. Secondo il racconto dei migranti, tutti si trovavano poche ore prima della partenza all'interno di un capannone in Libia e da lì sono stati condotti su una spiaggia dove hanno trovato lo scafista di appena 18 anni a bordo del gommone. Come spesso accade, lo scafista viene istruito dagli stessi libici ed accetta di condurre l'imbarcazione al fine di non pagare il viaggio o per percepire poche centinaia di dollari di ricompensa. «Le responsabilità che si assumono questi scafisti - annota la squadra mobile di Ragusa - sono enormi. La vita di tutti i passeggeri è connessa alla loro conduzione del natante». I compagni di viaggio della donna hanno dapprima pensato che la stessa fosse svenuta, ma, dopo poche ore, hanno capito che non c’era più nulla da fare e hanno tentato di non far vedere la madre defunta ai suoi piccoli figli.

Con questi arresti, sale a 171 il numero di scafisti arrestati a Pozzallo nel 2016. Lo scorso anno sono stati 150.

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