Ragusa

La Polizia chiude una casa d'appuntamento

E' la seconda in due settimane. Era in pieno centro storico. Vi operava una donna di origine cubana di 35 anni

Squadra mobile Ragusa

Ragusa - Nonostante i controlli, da alcuni anni in qua, siano pressanti, il fenomeno delle case d'appuntamento non accenna a diminuire d'intensità. Eppure si rischia finanche la confisca dell'immobile. Ma, evidentemente, i guadagni sono tali che i proprietari continuano a far finta di nulla. E la squadra mobile della Questura continua a individuarle ed a chiuderle. Una, l'ennesima, è stata individuata in corso Mazzini, in pieno centro storico. Vi operava una donna di origini cubane di 35 anni. La donna "lavorava" anche in pieno giorno, come dimostra l'azione della Polizia, che è intervenuta alle 13.30.

Dopo aver individuato la casa, i poliziotti hanno atteso che si aprisse la porta per entrare in azione. Dopo aver visto uscire un cliente, che è stato fermato ed identificato, i poliziotti si sono presentati alla cubana, che confermava di esercitare la prostituzione in quella casa, presa in affitto da una sua amica che le aveva lasciato l’uso della stessa da pochi giorni e di non conoscere il proprietario dell’immobile.

Il cliente riferiva di essere sposato e di voler evadere dalla routine matrimoniale, quindi ogni tanto, “grazie”ad un quotidiano locale cercava una donna negli annunci dedicati agli incontri.

La ragazza era già stata identificata a Ragusa in un’altra casa a luci rosse chiusa l’anno scorso ed a suo dire era andata via per i troppi controlli, tornando a distanza di un anno sperando che la situazione si fosse calmata.

Dopo aver scambiato i poliziotti per clienti ed averli invitati ad entrare uno alla volta, si è scusata per la sua disattenzione, quindi ha fatto i bagagli ed è andata via. Sono in corso accertamenti sul proprietario di casa attualmente irreperibile; una volta convocato in ufficio sarà diffidato dall’affittare casa a prostitute.

Nel 2015 sono state chiuse ben 15 case, la maggior parte nel comune di Ragusa, ma anche in altre zone. Diversi sono stati i sequestri delle abitazioni adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento. Questo intervento è il secondo che viene messo in atto in meno di due settimane.

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