VITTORIA

Massacra di botte i figli, un arresto nel ragusano

L'indagato - dice la polizia - aveva in precedenza violentato la moglie ed era già stato arresto. Tornato in libertà, avrebbe dovuto prendersi cura dei 4 figli, considerato che la moglie di origini straniere era fuggita abbandonando i bambini.

Polizia Comiso

Lasciava i quattro figli - da 4 a 11 anni - da soli in casa, a volte senza farli mangiare per intere giornate e li picchiava talmente forte che i bambini dovevano poi essere portati in ospedale. La squadra mobile di Ragusa e i poliziotti di Vittoria (Rg) ha arrestato il padre orco accusato di maltrattamenti in famiglia. L'indagato - dice la polizia - aveva in precedenza violentato la moglie ed era già stato arresto. Tornato in libertà, avrebbe dovuto prendersi cura dei 4 figli, considerato che la moglie di origini straniere era fuggita abbandonando i bambini. Strazianti le telefonate dei piccoli di notte ai nonni: "Vienimi a prendere, papà non si sveglia, non abbiamo mangiato tutto il giorno". Il padre dei bambini - dicono gli investigatori - si vantava al telefono: "L'ho fatto volare in aria facendolo cadere faccia a terra, l'ho pestato talmente forte che ha pianto tutta la notte". I poliziotti si sono presentati a casa dell'indagato, che non appena ha compreso che doveva essere condotto in carcere, è andato in escandescenze, forse anche per l'assunzione di droga. La casa era piena di spazzatura, escrementi, mobili distrutti, indumenti a terra. I materassi in cui dormivano i bambini erano sporchi e senza lenzuola. Considerata la gravità dei reati - dice la polizia di Stato - e la delicatezza dell'intera vicenda che vedeva il coinvolgimento anche dei nonni (che non hanno denunciato i fatti, seppur molte volte hanno assistito i piccoli), non è stato possibile affidare i bambini ai familiari, e sono stati interessati l'Ufficio Minori della Divisione Anticrimine della Questura di Ragusa e gli assistenti sociali del comune di Vittoria. I bambini (alcuni avevano ancora i segni delle violenze), sono stati portati negli uffici della Squadra Mobile insieme ai nonni dove, con l'aiuto di personale specializzato, è stato spiegato loro che dovevano andare per un breve periodo in una comunità.

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