Vittoria

Il sindaco Moscato si difende alla Dda

Il neo eletto è stato sottoposto ad interrogatorio dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia per voto di scambio. Ha risposto a tutte le domande ed ha annunciato di aver chiarito ogni cosa

Il sindaco Moscato si difende alla Dda

VITTORIA – Il neo sindaco di Vittoria Giovanni Moscato è stato interrogato negli uffici della Procura di Catania dal sostituto procuratore Valentina Sincero, nell’ambito dell’inchiesta per il reato di voto di scambio politico mafioso che vede indagate nove persone. Il primo cittadino era assistito dagli avvocati Carlo Pietrarossi del foro di Ragusa ed Enrico Trantino di quello etneo. «Subito dopo aver appreso dell’ indagine in corso – ha dichiarato il sindaco – ho chiesto di essere sentito dal procuratore per chiarire la mia posizione. Ero già sereno e dopo l’interrogatorio lo sono ancora di più. La mia condotta è sempre stata assolutamente trasparente ed improntata al rispetto della legalità. Ho risposto a tutte le domande del pubblico ministero ed ho collaborato attivamente con l’autorità giudiziaria per la ricerca della verità. Ora attendiamo fiduciosi nuovi riscontri, con la speranza che la vicenda possa chiarirsi al più presto. Vittoria ha lottato e continuerà a lottare incessantemente contro le mafie e contro l'illegalità e la mia azione amministrativa seguirà questo filo conduttore. Tuteleremo la Vittoria onesta in tutte le sedi opportune».

Oltre a Moscato sono indagati il suo ex competitor al ballottaggio Francesco Aiello, l'ex sindaco Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio. Raggiunti dall’informativa anche la candidata sindaco per il Pd Lisa Pisani, piazzatasi quarta nell'ultima competizione elettorale, nonché Cesare Campailla, candidato al consiglio comunale nella lista di Moscato, e poi ancora Maurizio Di Stefano, Raffaele Di Pietro e Raffaele Giunta, pure quest'ultimo candidato al consiglio comunale. L’inchiesta della procura di Catania, coordinata dal sostituto procuratore Valentina Sincero e dal procuratore aggiunto Amodeo Bertone, scaturirebbe dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Biagio Gravina e Rosario Avila, relative in particolare alle ultime elezioni comunali di Vittoria e a quelle di cinque anni addietro.

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