Ragusa

Aggredito un magistrato in Tribunale

La sostituto procuratore Valentina Botti è stata attesa all'ingresso secondario del palazzo di giustizia e insultata da un gruppetto col volto semicoperto mentre stava per salire sulla propria auto. L'episodio è venuto alla luce dopo un'interrogazione del sen. Lumia. Possibili collegamenti con la malavita vittoriese. Indaga la Procura di Messina

Tribunale di Ragusa

RAGUSA – L’hanno attesa all’uscita del palazzo di giustizia di via Natalelli per spintonarla ed insultarla mentre raggiungeva la propria auto: vittima dell’aggressione è la sostituto procuratore Valentina Botti. L’episodio, verificatosi qualche giorno fa, è stato reso noto dal senatore del Pd Giuseppe Lumia nell’ambito di una interrogazione al Ministro dell’Interno per far luce su questo ed altri episodi legati in prevalenza alla criminalità vittoriese, cui fa peraltro gola da tempo il mercato ortofrutticolo di contrada Fanello a Vittoria, tra i più importanti del meridione. Non a caso il sostituto procuratore aggredito è titolare di alcune importanti inchieste sulla criminalità vittoriese, e, in particolare, di quella sul gravissimo danno ambientale causato dallo smaltimento illecito delle coperture di plastica delle serre e di altro materiale usato nelle coltivazioni.

Sull’aggressione al sostituto procuratore, peraltro verificatasi dinanzi al tribunale, simbolo di legalità, sta indagando la procura di Messina. Al vaglio degli inquirenti le immagini riprese dal sistema di telesorveglianza per risalire all’identità degli ignoti aggressori, che, a quanto pare, avevano il volto parzialmente coperto. I delinquenti si sono allontanati indisturbati e non è dato sapere se e quanti testimoni abbiano assistito alla scena. Un episodio gravissimo che suona come una sorta di sfida alla giustizia, anche perché, come accennato, è avvenuto a pochi passi dal luogo simbolo della legalità, ovvero il palazzo di giustizia.

Al sostituto procuratore vittima dell’aggressione è stata assegnata la scorta a tutela della propria incolumità. Numerosi gli attestati di solidarietà giunti alla collega che da pochi mesi lavora nella difficile realtà iblea. E’ la prima volta, a memoria d’uomo, che si registra un episodio simile nel territorio ragusano. Proprio alla luce di ciò, le indagini stanno proseguendo a ritmo serrato per dare una risposta forte ad un gesto che non può restare impunito.

Il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, dopo che la notizia è divenuta di pubblico dominio, ha voluto rassicurare tutti: «Continuiamo a perseguire i nostri programmi di lavoro con l’impegno di sempre. Nulla è cambiato nè può cambiare». E sulla sua sostituto ha aggiunto: «E' regolarmente al lavoro, tutto continua come prima, e con maggiore incisione di prima».

La sezione di Catania dell’Associazione nazionale magistrati «esprime solidarietà alla collega Valentina Botti, sostituto della Procura di Ragusa, destinataria nei giorni scorsi di una vile e inquietante aggressione all’uscita dal Palazzo di Giustizia». Lo affermano in un documento congiunto il presidente e il segretario della giunta dell’Anm di Catania, Pasquale Pacifico e Simona Ragazzi. L’Associazione nazionale magistrati ribadisce «piena vicinanza e sostegno a lei e a tutti i colleghi del territorio, impegnati nella scrupolosa e seria opera di affermazione della legalità, sicuri della costanza e della fermezza del loro impegno».

Per il senatore del Movimento 5 Stelle Michele Giarrusso, «l'aggressione al magistrato di Ragusa che sta indagando su alcuni aspetti gravissimi della criminalità organizzata vittoriese è un fatto gravissimo, inquietante e che fa seguito alle minacce di morte al giornalista Paolo Borrometi, proprio da quel territorio. Dobbiamo assicurare la massima protezione al magistrato affinché possa continuare a svolgere in tranquillità il proprio lavoro, per questa ragione proporrò il caso sia in Commissione Antimafia che direttamente ai ministri degli Interni e della Giustizia». Giarrusso, a proposito dell’aggressione al sostituto
procuratore di Ragusa Valentina Botti, aggiunge che «Vittoria, per troppo tempo è stata considerata come una "terra franca" dove tutto poteva accadere. E' un andazzo che deve essere completamente debellato. Massima solidarietà al magistrato ibleo, al procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia ed a tutti coloro che con il proprio impegno stanno scoperchiando la pentola della
mafia ragusana. Voglio ricordare - conclude Giarrusso - che è proprio a Vittoria che il mostro dell’Agromafia ha la sua
'testà, fino ad arrivare a Milano, passando per il mercato ortofrutticolo di Fondi».

La presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, si tratta di «un segnale che non va sottovalutato. Il mercato ortofrutticolo di Vittoria è, con Fondi, uno dei centri più esposti agli interessi illegali che condizionano pesantemente l’economia del territorio e il rispetto dei diritti dei lavoratori».

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