Ragusa

Spaccio di droga, tre arresti

La squadra mobile della Questura ha portato a termine l'"Operazione Medicina" facendo scattare le manette ai polsi di due fratelli modicani e della convivente di uno dei due. Ricercati due tunisini

Spaccio di droga, tre arresti

Ragusa - L’eroina viaggiava lungo l’asse Palermo-Vittoria per poi essere spacciata a Modica e Pozzallo come «medicina per il mal di testa»: così almeno la indicavano in codice pusher e acquirenti che si scambiavano sms e messaggi su Whatsapp per definire le compravendite di droga. Talvolta la partita di droga era così scadente da causare malori, comunque non letali, agli assuntori. Ora la rete è stata smantellata e in tre sono finiti in manette, mentre altri due compici tunisini, già arrestati in passato sempre per reati di droga, sono stavolta riusciti a rendersi uccel di bosco. Gli arresti sono scattati per i fratelli Mirco e Giovanni Biazzo, di 18 e 19 anni, e della partner di quest’ultimo, la 34enne Generosa Ancona.

Proprio i due fidanzati dovranno altresì rispondere, oltre che di spaccio di droga, pure di estorsione, avendo spillato soldi all'ex di lei dietro minacce pesanti. Gli arresti della polizia sono scattati al termine di mesi di intercettazioni e pedinamenti che avevano consentito di ricostruire la rete di pusher che faceva perno sui due corrieri tunisini, i quali nascondevano l’eroina nel retto durante i loro viaggi in autobus da Palermo a Modica, rischiando la loro vita nel caso uno degli ovuli si fosse rotto in corpo, causando la morte pressoché immediata per overdose. Come accennato, parallelamente agli affari di droga portati avanti con il fratello e un’altra donna allo stato sconosciuta, Giovanni Biazzo e la compagna Generosa Ancona aveva cominciato a chiedere soldi all’ex ragazzo della donna. Quest’ultima aveva finto di versare in stato di necessità per muovere a pietà il suo ex, che, difatti, aveva versato le prime tranche di denaro di buon grado. Ma poi le richieste sempre più frequenti ed esose lo avevano indotto a chiudere i rubinetti, scatenando le ire dei due fidanzati, che lo avevano minacciato più volte, anche di morte, come accertato dagli investigatori.

Con questi arresti è stato dunque scongiurato il rischio che circolasse ancora altra droga tagliata male e che, oltre ai malori, avrebbe potuto provocare la morte degli assuntori, peraltro in larga parte giovanissimi, come accaduto in altre vicende simili.

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