Ragusa

Un sogno chiamato metroferrovia

Il Cub-Trasporti torna alla carica e chiede una seduta ad hoc del consiglio comunale o una riunione aperta. Dal 1995 c'è solo un progetto di massima. Proposto l'impiego dei fondi delle royalties per realizzare il progetto esecutivo

Un sogno chiamato metroferrovia

Una manifestazione di Cub Traporti per la metroferrovia

Ragusa

Sono ormai 21 anni che se ne parla. Ma la Metropolitana di superficie, detta anche Metroferrovia, resta ferma ad un progetto di massima. Di passi avanti non ne sono stati fatti, nonostante le promesse di Trenitalia, della Regione e di una lunga serie di sindaci, che, in questi quattro lustri, si sono alternati alla guida della città. Gli unici a continuare a urlare e a chiedere che si faccia qualcosa sono i rappresentanti del Cub Trasporti, il sindacato di base dei ferrovieri, che sulla Metroferrovia hanno scommesso nel 1995, ma che non hanno ancora visto i frutti.

Pippo Gurrieri, che del sindacato di base è l’anima e il portavoce, è tornato alla carica, chiedendo che il Comune si faccia promotore di un consiglio comunale aperto dedicato proprio alla questione con l’obiettivo di «impegnare l’amministrazione a compiere quegli atti concreti, finora mancati, che possano portarci alla realizzazione della metropolitana». E se proprio un consiglio aperto è impossibile da tenere, almeno si faccia una seduta ordinaria dell’assemblea di corso Italia dedicata espressamente a quest’argomento.

Gurrieri ripercorre la cronistoria della vicenda della Metroferrovia, a partire dal protocollo d’intesa firmato, proprio nel 1995, fra Comune di Ragusa e Ferrovie dello Stato. Si prevedeva la reazione di uno studio di fattivitlità. «Quel progetto – argomento adesso il Cub – è rimasto lettera morta, benché in varie occasioni sia stato tirato fuori. Nel 2004 è stato finanziato all’interno di un pacchetto d’interventi per 400 milioni di euro, ma in mancanza di un progetto esecutivo il finanziamento è stato dirottato in altre zone dell’isola».

Insomma, la grande idea di sfruttare la ferrovia, che taglia in lunghezza la città, per il trasporto urbano è rimasta solo sulla carta. Ed adesso diventa più attuale che mai, visto che il capolinea è proprio in contrada Cisternazzi, dov’è sorto il nuovo ospedale “Giovanni Paolo II”, e potrebbe rappresentare un mezzo di collegamento ottimale tra la città e il nosocomio.

Pippo Gurrieri ricorda che nel 2005 «Rfi, visto che il territorio continuava a chiedere una soluzione, ha messo mano al progetto, senza alcun confronto col Comune, elaborando un preliminare, che avrebbe potuto rappresentare un buon punto di partenza». Ma non è successo nulla. Cub Trasporti, avuto in mano il progetto preliminare, ha studiato alcune modifiche ed invitato l’amministrazione a far suo il nuovo elaborato. «Abbiamo – conclude Gurrieri – anche organizzato, nel marzo 2015, un convegno con importanti esperti ed insistituo perché l’amministrazione mettesse in atto iniziative concrete: incontro con Rfi e assessorato regionale; approvazione di atti ufficiali da cui emergesse che la metro è un obiettivo strategico; finanziamento del progetto definitivo; ricerca dei finanziamenti». Ma, anche in questo caso, sono rimaste solo le parole.

Nel frattempo, sono arrivate le royalties. E ad esse guarda il sindacato di base dei ferrovieri. «Si potrebbe attingere ai fondi delle royalties – spiega – per il progetto esecutivo», ma, ammette sconsolato Gurrieri, «dobbiamo constatare come la situazione sia tornata al punto di partenza». L’ultimo appiglio è rappresentato da un consiglio comunale che dica con chiarezza cosa fare e impegni in modo formale l’amministrazione. Si riuscirà a raggiungere almeno quest’obiettivo?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi

Arrestato carabiniere per droga

Arrestato carabiniere per droga

di Rosario Pasciuto