Ragusa

E' scontro sul restauro del "Giardino Ibleo"

L'opposizione grida allo scandalo per la realizzazione di una scalinata con basole moderne. Il Comune replica: i lavori sono ancora in corso, dateci il tempo di arrivare a conclusione

E' scontro sul restauro del "Giardino Ibleo"

I due "volti" della "Montagnola": a sinistra com'era prima dei lavori; a destra com'è oggi a cantiere aperto

Ragusa - E' scontro a tutto tondo tra l'opposizione e l'amministrazione comunale sui lavori di recupero e ripristino in corso all'interno del "Giardino Ibleo" a Ragusa Ibleo. Oggetto della controversia il restauro della "Montagnola" all'interno della villa, un luogo che è stato un simbolo per generazioni. A far scattare la protesta, chiedendo l'intervento immediato della Soprintendenza, è stato il "Laboratorio 2.0", che, dopo aver effettuato un sopralluogo nell'area, ha cominciato a gridare allo scandalo. A suscitare sdegno l'utilizzo di moderni gradini in un'area che è, invece, assai antica. Per il "Lab" si tratta di scempio a 360 gradi.

La polemica è nata sui social e si è presto trasferita al resto della città, con la creazione di due veri e propri "partiti", l'uno contrapposto all'altro, con gli scandalizzati ben più numerosi dei difensori dei lavori in corso.

Alla fine è dovuta intervenire l'amministrazione comunale, issando il cartellone "work in progress". Il lavori in corso è usato per spiegare cosa sta accadendo. «In via preliminare - ha spiegato il dirigente del settore Programmazione Opere Pubbliche Michele Scarpulla - il progetto che si sta eseguendo ha l'obiettivo, tra l'altro, di garantire un requisito minimo di sicurezza delle scalette per l'accesso alla “Montagnola”, in atto costituite da massi informi semplicemente incassati nella terra naturale. Pertanto, in fase progettuale, è stato previsto il rifacimento della stessa con materiale lapideo, soluzione approvata dalla Commissione centri storici e dalla Soprintendenza ai beni culturali. In atto l'intervento è ancora incompleto, in quanto si dovrà procedere, oltre alla collocazione degli elementi lapidei, così come concordato con la Soprintendenza in corso d'opera, all'irruvidimento mediante picconatura e ad attuare un processo di invecchiamento mediante l'utilizzo di ossidi naturali al fine di mitigarne l'impatto con l'ambiente circostante. Sarà altresì collocata una ringhiera di protezione in ferro, della stessa tipologia di quelle già esistenti nel giardino».

Insomma, siamo ancora a metà dell'opera, dice Palazzo dell'Aquila: fateci lavorare, è il senso dell'intervento. A lavori completati se ne potrà riparlare. Ma la polemica è ormai infuocata ed anche le parole del dirigente comunale sono state utilizzate per rinfocolare lo scontro.

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