Pozzallo

Arrivano in 358, c'è anche un cadavere

E' stato trovato su uno dei tre barconi soccorsi. E' deceduto perché schiacciato nella calca. La Polizia arresta a tempo di record un senegalese: è ritenuto lo scafista ed è anche accusato di aver provocato la morte di una persona a seguito di un altro delitto

Sbarco Pozzallo

L'arrivo del cadavere in porto

Pozzallo - Con i 358 migranti giunti nel porto di Pozzallo a bordo della nave "A. Peluso" della Guardia Costiera c'era anche un cadavere. E' uno dei migranti, deceduto, come ha appurato il medico legale, durante la traversata per asfissia. A causa del sovraffollamento del barcone su cui si trovava, l'uomo non è più riuscito a respirare. E' stato trovato da uno dei marinai, dopo aver trasbordato un carico di 120 migranti da uno dei gommoni. Inutili si sono rivelati tutti i tentativi di rianimazione effettuati prima sul battello e poi a bordo della nave. Il migrante morto è un giovane della Costa d'Avorio dall'apparente età di 30 anni. Nessuno tra gli altri migranti ha saputo fornire informazioni più precise circa le generalità dell'uomo. Il cadavere è stato trasferito nell'obitorio di Pozzallo ed adesso sarà la Procura di Ragusa ad affidare l'autopsia, che sarà effettuata nei prossimi giorni.

Sono stati in totale tre i gommoni intercettati al largo della Libia. I primi sono stati "svuotati" dalla nave della Capitaneria "A. Peluso". Gli altri dalla nave "Aliseo", che, poi, ha trasferito tutti i profughi sulla nave della Guardia Costiera, che ha fatto rotta verso il porto di Pozzallo. Uno dei presunti scafisti è stato individuato già prima che iniziassero le operazioni di sbarco. Si tratta di un senegalese di 21 anni, che è stato subito arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e morte come conseguenza di un altro delitto. E' stato trasferito nel carcere di Ragusa. 

I 358 migranti, provenienti da diversi paesi del centro Africa, sono stati trasferiti nell'Hotspot di Pozzallo per essere visitati, identificati. Subito dopo sono iniziate le operazioni di trasferimento in altri centri. Gravissime le testimonianze raccolte dagli investigatori sulle condizioni disumane del trattenimento in Libia ed sulle condizioni di viaggio affrontate sia per attraversare il deserto che quelle via mare. I migranti hanno dichiarato che se lo scafista non avesse fatto salire tutte quelle persone a bordo, il giovane ivoriano si sarebbe salvato ed anche loro non avrebbero rischiato così tanto per raggiungere l’Europa.

Dall'inizio dell'anno sono già 37 i presunti scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno ne sono stati arrestati 150.

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