Ragusa

Tringali (M5S) nuovo presidente del consiglio

Ha ricevuto 18 voti contro i cinque del dimissionario Giovanni Iacono. Non tutti i grillini l'hanno votato (c'è stato il supporto del Pd?). La spaccatura con l'alleato "Partecipiamo" mette in difficoltà il sindaco Federico Piccitto

Antonio Tringali

RAGUSA - Antonio Tringali, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, è il nuovo presidente del Consiglio comunale. Succede a Giovanni Iacono, che si è dimesso per protesta contro l’emendamento presentato all’Ars dall’onorevole Nello Dipasquale che mirava a dividere le royalties, assegnandone un 30% agli altri comuni iblei. Tringali ha ricevuto 18 voti, mentre cinque sono andati a Iacono. I pentastellati, in questo modo, hanno completato il filotto: anche la presidenza dell’assemblea cittadina è nelle loro mani.

Sull’elezione, però, pesa un “giallo” politico non di poco: a Tringali non sono andati tutti i voti dei grillini, ma la sua elezione è arrivata grazie all’“intervento” esterno di qualche consigliere di opposizione (nella fattispecie pare sia stato appoggiato dai rappresentanti del Partito democratico). A smascherare l’accaduto è stata la vice presidente del Consiglio Zaara Federico (anch’ella Cinquestelle): subito dopo la proclamazione dell’elezione, ha preso la parola spiegando di non aver votato per Tringali (e con lei alcuni altri consiglieri del M5S) perché quel posto spettava a Iacono, che si era dimesso per difendere la città e il consiglio comunale. Ed in effetti gli accordi prevedevano che il presidente dimissionario sarebbe subentrato a se stesso. Ma gli intrighi e le manovre sottobanco (anche M5S non è immune dalla “malattia”) hanno portato a ben altro risultato.

L’accaduto non fa che dimostrare quanto il gruppo dei Cinquestelle sia frantumato e che, a sua volta, poco gradisce il modo di procedere dell’amministrazione Piccitto. Insomma, quanto negato a suon di insulti dall’ex capogruppo all’Ars Giancarlo Cancelleri è stato dimostrato con i fatti dai suoi stessi consiglieri comunali. Adesso, secondo un metodo consolidato, non è da escludere che scattino espulsioni dal partito (Gela docet).

Antonio Tringali non ha fatto alcun riferimento a quanto accaduto. Leggendo un discorso che si era preparato per tempo (era certo che sarebbe riuscito ad essere eletto), ha esaltato la compattezza della maggioranza (!) ed ha annunciato di essere a disposizione della città e dei cittadini per incontri e suggerimenti: «La mia porta - ha affermato - sarà sempre aperta».

La sua elezione, oltre ad aver ufficializzato le divisioni interne ai grillini, ha provocato un caso politico di non poco conto: cosa farà adesso “Partecipiamo”, l’associazione che ha in Giovanni Iacono il punto di riferimento? Gli accordi politici con i grillini erano diversi e prevedevano un posto in giunta all’associazione e la carica di presidente del Consiglio comunale. Uno (il più importante e qualificante) non è stato rispettato. Ed adesso cosa farà l’assessore in quota “Partecipiamo”? Salvatore Martorana resterà al suo posto, facendo finta di nulla, o trarrà le conseguenze di quanto accaduto e lascerà la “compagnia di giro” che amministra Palazzo dell’Aquila? Secondo alcuni, però, c’è una via d’uscita: Piccitto deve ancora nominare l’assessore alla Cultura dopo le dimissioni di Stefania Campo. Vuoi vedere che l’incarico viene assegnato a Iacono per provare a ricucire uno strappo che rischia di minare la maggioranza grillina in consiglio?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi