Ragusa

Ottanta telecamere vigileranno sulla città e su Marina

L'amministrazione comunale dà piena attuazione al progetto congiunto con la Prefettura. Saranno monitorate le aree più a rischio, a cominciare da tribunale e carcere

videosorveglianza ragusa

Ragusa - L’occhio del “grande fratello” coprirà una fetta ancora più grande del territorio comunale. L’amministrazione comunale, infatti, si prepara ad ampliare il sistema di videosorveglianza, che, allo stato attuale, monitora il centro di Ragusa Ibla e il centro storico superiore., In totale, ci saranno altre ottanta telecamere a vigilare sulla città. La progettazione e la successiva installazione è stata affidata alla Polizia municipale, che ha anche individuato le aree che dovranno essere coperte dall’occhio elettronico.

Il progetto, che rientra nel patto siglato con la Prefettura per rendere la città ancora più sicura, prevede l’ampliamento della videosorveglianza, coprendo le principali vie del centro cittadino e, per la prima volta, anche di Marina di Ragusa. Inoltre, telecamere saranno installate nei due cimiteri, lungo le arterie circostanti il carcere di via Di Vittorio, quelle adiacenti al Tribunale, ville e giardini comunali e anche le strutture sportive. Proprio in questi ultimi siti, in tempi recenti, si sono verificati furti che hanno fatto alzare il livello d’attenzione. In particolare, i ladri hanno appuntato la loro attenzione sui pannelli solari che garantiscono il riscaldamento dell’acqua negli impianti sportivi.

L’intera rete di videosorveglianza sarà poi collegata, oltre che con il comando della Polizia municipale (dove attualmente confluiscono le immagini delle telecamere di Ibla e del centro storico superiore), anche con le sale operative di Polizia e Carabinieri. In questo modo si punta a garantire una maggiore sicurezza in città e, nello stesso tempo, tenere sotto controllo quelle aree dove, di frequente, si verificano episodi criminosi. Il riferimento è ad una parte di via Roma, dove i numerosi immigrati con troppa frequenza danno vita a violente risse; oppure all’area della movida a Marina di Ragusa, dove, specialmente nei mesi estivi, le liti sono all’ordine del giorno.

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