Windjet

Quel marchio rivalutato
a 10 milioni di euro

L'anno precedente alla cessione la compagnia era stata iscritta al bilancio per un valore di 319 euro. L'accusa: l'inchiesta non incide sul Calcio Catania

Quel marchio rivalutato a 10 milioni di euro

La Wind Jet tecnicamente non avrebbe più potuto volare già nel 2005 perché aveva chiuso il bilancio con un passivo di 600 mila euro e quindi la società non poteva operare. Lo ha affermato il procuratore di Catania, Michelangelo Patanè, alla conferenza stampa sull'operazione Icaro della Guardia di Finanza. Alla compagnia low cost sono contestate diverse presunte false fatturazioni che altro, secondo l'accusa, non sarebbero state che "operazioni di maquillage di bilancio, con una bancarotta che si è dipanata negli anni". Tra le presunte operazioni fraudolente, i pm inquadrano la rivalutazione del marchio Wind Jet nel 2005: l'anno precedente era stato iscritto al bilancio per un valore di 319 euro e nel 2005 è stato ceduto per 10 milioni di euro alla Meridi, società che gestisce supermercati che fa parte dello stesso gruppo imprenditoriale. Dalle indagine della Guardia di Finanza sarebbe emerso che il management della compagnia aerea, quando la società era già in crisi di liquidità, avrebbe distratto ingenti somme di denaro verso altre società del gruppo Pulvirenti: in caso, per 1,8 milioni di euro di un debito contratto con Finaria e un altro come, nel 2009 di 2,4 milioni di euro alla Meridi per il parziale riacquisto del marchio Wind Jet. Complessivamente nell'inchiesta Icaro sono indagate 17 persone: per Antonino Pulvirenti e Stefano Rantuccio, sono stati disposti gli arresti domiciliari, gli altri sono tutti in stato di libertà.

L'inchiesta Icaro della Guardia di Finanza di Catania non incide sulle attività del Calcio Catania né sulla struttura sportiva Torre del Grifo, di Mascalucia. Lo hanno sottolineato investigatori e magistrati della Procura durante la conferenza stampa che ha portato all'arresto del presidente di Wind Jet e patron del Catania calcio, Antonino Pulvirenti, e dell'amministratore delegato della Compagnia aerea Stefano Rantuccio. I due sono stati posti agli arresti domiciliari. Nei loro confronti il gip Giuliana Sammartino, ha disposto il divieto temporaneo di esercitare attività professionali e imprenditoriali e un sequestro di beni insieme ad altri coindagati.

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