Vittoria

I Cinquestelle donano la casa alla famiglia Guarascio

I deputati regionali hanno riacquistato l'immobile, restituendolo alla famiglia del muratore che il 14 maggio 2013 si era trasformato in una torcia umana per evitare lo sfratto

I Cinquestelle donano la casa alla famiglia Guarascio

Vittoria - La famiglia Guarascio torna proprietaria della casa che era finita all’asta e la cui vendita all’asta ha spinto Giovanni Guarascio, 64 anni, a darsi fuoco il 14 maggio 2013 (l’uomo è poi morto per le gravi ustioni al “Cannizzaro” di Catania una settimana dopo. L’immobile è stato, infatti, acquistato dai deputati regionali del Movimento 5 Stelle utilizzando i fondi accantonati attraverso la decurtazione dello stipendio. La casa è stata, quindi, donata alla famiglia, che non vivrà più, da questo momento, sotto la spada di Damocle dello sfratto.

La casa sarà formalmente consegnata alla vedova Guarascio Giorgia Famà venerdì mattina. Nell’occasione saranno presenti a Vittoria anche i deputati nazionali del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.

La vicenda di Giovanni Guarascio è diventata di portata nazionale ed ha spinto, pochi mesi dopo, il parlamento regionale ad approvare un disegno di legge sull’impignorabilità della prima casa. Palermo ha approvato la norma all’unanimità, ma per diventare operativa ha bisogno dell’approvazione dei due rami del Parlamento. E qui la norma si è impantanata. I parlamentari regionali grillini spiegano che quella portata a termine «è un’operazione altamente simbolica. Serve ad accendere i riflettori sulla legge-voto sull’impignorabilità ferma a Roma da quasi un anno e mezzo. Casi come quello di Giovanni Guarascio non devono più accadere».

La deputazione grillina chiede a gran voce che «la legge metta il turbo. Non possiamo permettere che ci siano altri casi Guarascio, cui stiamo pensando di intestare la legge. Renzi non faccia orecchie da mercante, eventuali prossime vittime le avrebbero sulla coscienza lui e la sua maggioranza».

Giovanni Guarascio si è trasformato in una torcia umana il 14 maggio 2013, quando alla porta di casa ha bussato l’ufficiale giudiziario per notificare lo sfratto. Per evitare lo sgombero, si è cosparso di benzina all’interno del garage dell’abitazione e si è dato fuoco. Il primo ad intervenire è stato l’agente della Polizia di Stato Antonino Terranova, accorso insieme al collega Giammarco Di Raimondo per cercare di salvare l’uomo. Terranova è uscito dal garage avvolto nelle fiamme e si è salvato grazie alla prontezza di riflessi del commerciante Armando Barone, che ha impugnato un estintore, scaricandolo sull’agente e su Guarascio. Il poliziotto dopo settimane di sofferenza si è salvato, Guarascio purtroppo non ce l’ha fatta.

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