Vittoria

Minacciava la convivente con un'alabarda rudimentale

La Polizia ha arrestato un 40enne rumeno. Tre connazionali dell'uomo si erano barricati nell'azienda agricola per sfuggire alle sue ire. L'immigrato aveva anche un coltello

Polizia Vittoria

Gli agenti con l'alabarda il coltello sequestrati al rumeno

Vittoria - Un rumeno di 40 anni, Sorin Adrian Negos, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Vittoria per maltrattamenti in famiglia, minacce gravi e porto abusivo di armi. L'uomo, armato di un'alabarda rudimentale (era stata costruita mettendo insieme un tubo di ferro di due metri e una falce affilata), minacciava tre connazionali, che erano stati costretti a barricarsi all'interno dell'azienda agricola in cui lavoravano. Tra i tre c'era la convivente del rumeno, che, per sfuggire alle ire dell'uomo, si era rifugiata in quest'azienda, ospitata dalla coppia di connazionali. L'arrivo della Polizia e l'arresto dell'uomo ha consentito ai tre di tirare un sospiro di sollievo. L'intervento è scattato dopo una segnalazione al 113. Gli agenti hanno avuto non poche difficoltà ad individuare l'azienda di contrada Torrevecchia, in quanto si trova all'interno della pre-riserva dei Pini d'Aleppo ed era immersa nel buio più totale. All'esterno del fabbricato, i poliziotti hanno trovato il rumeno che brandiva l'alabarda e minacciava i tre all'interno della casa. Gli agenti hanno proceduto a disarmare Negos e lo hanno perquisito, trovandogli nelle tasche un taglierino con lame affilate. A quel punto lo hanno ammanettato. Solo allora le tre persone barricate in casa si sono lasciate convincere ad uscire fuori. Si tratta di tre rumeni, una coppia che dimora in quel luogo e, si è accertato, la convivente 29enne di Negos, che già dal giorno prima, per sfuggire alle violenze continue dell’uomo, era scappata dalla casa nella quale vivevano da più di cinque anni (all’interno di un’altra azienda agricola della zona a circa un chilometro di distanza) ed aveva cercato aiuto e protezione presso i connazionali. Gli accertamenti successivi hanno fatto emergere uno spaccato di vita fatto di continue vessazioni e violenze. La donna era infatti scappata di casa quando, dopo l'ennesima lite, aveva ricevuta una ginocchiata in pieno volto che le aveva provocato la lacerazione del labbro e l’avulsione di un incisivo. L’altra coppia rumena mossa da compassione aveva dato ospitalità alla giovane connazionale. Conclusi gli accertamenti, il sostituto procuratore Francesco Puleio ha disposto l'arresto dell'uomo ed il suo trasferimento nel carcere di Ragusa.

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