Ragusa

Piano sanitario, interviene la Commissione Ars

Il sindaco Federico Piccitto ha spiegato perché contesta lo strumento approvato dal manager Maurizio Aricò. Ribadita l'esigenza di un incontro con l'assessore

Ospedale Giovanni Paolo II Ragusa

Il nuovo ospedale di Ragusa viene ridimensionato dal Piano Asp

È finita sul tavolo della Commissione Sanità dell’Ars la vicenda del Piano sanitario dell’Asp di Ragusa, fortemente contestato dal Comune di Ragusa perché finisce con il penalizzare l’ormai quasi pronto nuovo ospedale “Giovanni Paolo II”. All’audizione palermitana hanno partecipato il sindaco Federico Piccitto ed il presidente del Consiglio comunale Giovanni Iacono. Ed entrambi hanno avuto la possibilità d’illustrare, il primo, i punti controversi dell’Atto aziendale approvato dal manager Maurizio Aricò e già esplicitati nel corso della conferenza dei sindaci; il secondo, il documento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, che contesta, punto per punto, il documento di programmazione sanitaria.

Al termine del confronto, il sindaco Piccitto si è detto soddisfatto per «le rassicurazioni – ha spiegato – fornite dai memnri della Commissione Sanità rispetto alla possibilità d’intraprendere un percorso di revisione del piano in sede di confronto regionale». Il Comune di Ragusa vuole parlare della questione anche con l’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi, ma, finora, non è riuscito nell’intento: nonostante due richieste di incontro inoltrate in poche settimane, dall’assessore arrivano solo silenzi. E questo preoccupa non poco amministrazione e consiglio del capoluogo ibleo. Ma il pressing su Gucciardi proseguirà, fino a quando non si sarà ottenuto l’incontro.

La Commissione Sanità ha invitato il primo cittadino a presentare una nota dettagliata nella quale evidenziare tutte le criticità del Piano sanitario e le proposte alternative per apportare gli opportuni correttivi. «Sicuramente ciò non basta – ha aggiunto Piccitto – ed anche attraverso il consiglio comunale, che mi ha affiancato per intero in questa battaglia fin dall’inizio, non intendiamo cedere di fronte ad una lotta che riguarda un servizio fondamentale per la comunità».

Per il presidente del consiglio comunale Giovanni Iacono, «quanto emerso in sede di commissione regionale ha ulteriormente confermato tutte le ragioni alla base del documento che il consiglio comunale ha votato all’unanimità». Iacono ha poi rimarcato che «non rivendichiamo posizioni campanilistiche, ma abbiamo argomentato le ragioni tendenti a capire qual è lo stato di salute dei cittadini e quali interventi occorrono per tutelarli e attuare la necessaria prevenzione». Iacono, infine, ha ricordato che «l’atto emanato dall’Asp è totalmente assente di dati di produzione, di attese epidemiologiche della popolazione per patologia e distribuzione territoriale, di un’analisi bisogni-domanda, delle liste di attesa alla mobilità passiva ai dati epidemiologici». Ha, quindi, concluso chiedendosi: «Con questa carenza di dati come sono state fatte le scelte? Come sono stati assegnati i dipartimenti e le strutture complesse?».

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