Ragusa

Proteste e minacce, salta la seduta del consiglio

L'assise era chiamata ad approvare il piano per il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti. I netturbini hanno prima protestato e poi invaso l'Aula, ricorrendo a minacce e insulti

Proteste consiglio comunale ragusa

Momenti di tensione in consiglio comunale a Ragusa

Momenti di tensione in consiglio comunale con la seduta prima sospesa e poi rinviata a un’altra data. Sono stati gli operatori ecologici, accorsi in massa nell’aula consiliare, a provocare lo stop ai lavori. In agenda, l’assise di corso Italia aveva la presa d’atto dell’approvazione del Piano d’intervento del servizio di igiene ambientale. Un argomento su cui la contrapposizione è forte con i sindacati dei netturbini, che lamentano la mancata concertazione prima che il tema fosse portato al vaglio del consiglio comunale.

Cgil, Cisl e Uil hanno già proclamato lo stato di agitazione e preannunciato un sit-in per metà dicembre. Intanto, però, gli operatori ecologici sono passati all’azione, portando nell’aula consiliare il loro malcontento. La protesta è scattata quando la maggioranza pentastellata ha bocciato la proposta dell’opposizione di rinviare la seduta sulla delicata questione. A quel punto, molti netturbini hanno scavalcato il parapetto che separa gli scranni dalla zona riservata al pubblico, bloccando, di fatto, i lavori.

Vigili urbani, poliziotti della Digos e carabinieri hanno provato a riportare alla ragione gli operatori ecologici, ma non c’è stato nulla da fare. Urla, spintoni, insulti si sono ripetuti. Fino a quando il presidente dell’assise, Giovanni Iacono, preso atto che era impossibile proseguire, ha rinviato la seduta del consiglio ad altra data. L’assise dovrà adesso essere riconvocata.

L’amministrazione comunale ha spiegato che le preoccupazioni dei sindacati sono infondate perché nel capitolato è già inserita la clausola di salvaguardia del personale e che, in ogni caso, in questa fase non è prevista alcuna concertazione. Insomma, si profila un braccio di ferro, le cui conseguenze rischiano di paralizzare la raccolta dei rifiuti in città. Anche se, al momento, lo sciopero è solo prospettato, ma non ancora ufficializzato.

Il presidente del consiglio Giovanni Iacono, da parte sua, ha parlato di «fatto gravissimo e inquietante», spiegando che «l’aula non può e non deve essere preda di prevaricazione, arbitrio, minacce, scorribande varie, intimidazioni, malandrinerie». È, di contro, «luogo certo e inviolabile della legalità e del rispetto delle regole». Iacono chiede alle forze dell’ordine di procedere nei confronti di quanti si sono resi protagonisti dell’irruzione e delle minacce nei confronti dei consiglieri: «Acquisite immagini e testimonianze, devono essere espletate tutte le procedure previste per l’accertamento di eventuali reati».

Infine, Iacono invita gli operatori ecologici a stare tranquilli «perché il capitolato speciale prevede già le clausole di salvaguardia e mi ero personalmente impegnato a ricercare, se dovesse servire, ulteriori strumenti rafforzativi della clausola stessa». Iacono, quindi, ribadisce che «gli atti per la gara del nuovo servizio di igiene urbana saranno espletati prestissimo dal consiglio comunale, senza farsi intimorire da nessuno, nell’interesse del bene comune e generale e non certo perseguendo interessi di parte e particolaristici».

L'associazione "Partecipiamo", alleata dei Cinque Stelle nell'amministrazione di Ragusa, da parte sua parla di «fatto estremamente inquietante e dagli aspetti per certi versi torbidi». E aggiunge: «I fatti dimostrano che non si vuole che la gara venga fatta, allungando, di fatto, la situazione attuale che vede un servizio milionario che si proroga da otto anni e che ha visto ingrossare il personale e le somme a carico del Comune per 1,3 milioni di euro in più l’anno per raggiungere obiettivi di raccolta differenziata che non sono mai stati raggiunti». "Partecipiamo" conclude la propria presa di posizione chiedendo che si faccia piena luce su tutto quanto ruota attorno al settore rifiuti. «Abbiamo troppo rispetto delle lotte sindacali per parlare di "sindacato" che non c’entra nulla in tutto quello che è successo nell’aula consiliare a Ragusa. A questo punto ci vengono in mente, e con maggiore nitidezza, le tantissime lettere-denunce inviate da sigle sindacali che invocano la "libertà sindacale". E’ necessario che si faccia piena luce su tante, e a questo punto “troppe”, questioni che si svolgono attorno alla gestione dei rifiuti».

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