Pozzallo

Medici senza Frontiere boccia il Centro d'accoglienza

L'organizzazione sanitaria lo ritiene fatiscente e sotto gli standard minimi

Centro accoglienza Pozzallo

Il Cpsa di Pozzallo è bocciato da Medici senza Frontiere

Una stroncatura a tutto tondo. È quella che Medici senza Frontiere ha riservato al centro d’accoglienza di Pozzallo, una struttura nella quale, in questi undici mesi, sono transitati oltre dodicimila persone (a fronte di una capienza di 220 persone). Medici senza Frontiere opera da febbraio nella struttura allestita all’interno del porto di Pozzallo. E il bilancio è tutt’altro che lusinghiero. L’organizzazione parla, senza mezzi termini, di «struttura in condizioni fatiscenti», nella quale i problemi segnalati non sono stati mai affrontati e risolti. Il j’accuse contro il Cpsa pozzallese è contenuto nel rapporto che Msf ha presentato alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti. Msf ritiene che ci si trova davanti a «una risposta emergenziale poco strutturata, oltre che poco attenta a rispondere adeguatamente ai bisogni e alle esigenze di persone vulnerabili». E quando il personale di Msf ha sottoposto i problemi da risolvere, si è trovata a doversi confrontare con «risposte insufficienti e inadeguate» da parte delle autorità preposte al Cpsa. I servizi offerti dalla struttura pozzallese sono bollati come «sotto gli standard minimi», specialmente perché rivolti a persone vulnerabili. Poi, si denuncia che il centro ha «servizi igienici spesso non funzionanti, senza un luogo adeguato per svolgere i trattamenti anti-scabbia e dove non è garantita nessuna riservatezza». Senza dire che la struttura «si presenta in uno stato di deterioramento e necessita di lavori di manutenzione che, fino ad oggi, non sono stati eseguiti».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi