LAMEZIA TERME

Sott'accusa Vincenzo Torcasio armiere del clan Giampà

Si sarebbe occupato della manutenzione di 15 Kalashnikov e di pistole a disposizione della cosca di Via del Progresso

Prima stava col clan dei suoi parenti, i Torcasio, poi è passato dalla parte dei Giampà. Per loro conto si occupava delle armi che servivano a intimidire ma anche ad uccidere. A Vincenzo Torcasio, 52 anni, alias "u Niuru", è stato notificato un ordine di cattura dalla Squadra mobile di Catanzaro.
Sott'accusa Vincenzo Torcasio armiere del clan Giampà

Era il depositario di Kalashnikov e pistole per il clan Giampà di Lamezia Terme e per i Mancuso di Limbadi. Vincenzo Torcasio, lametino di 52 anni, ha ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa. Torcasio si trova già in carcere dallo scorso luglio, arrestato nell'ambito dell'operazione "Perseo" in cui furono catturate 67 presunti affiliati alla cosca lametina dei Giampà. La nuova accusa per "u Niuru", questo il soprannome di Torcasio, gli è stata notificata in cella dagli agenti della Squadra mobile di Catanzaro. Quello che dagli inquirenti viene considerato l'armiere del clan lametino alcuni anni fa era schierato con la cosca dei suoi parenti, i Torcasio del quartiere Capizzaglie, ma dopo la guerra di mafia con i Giampà  si sarebbe alleato a questi ultimi.

L'operazione "Perseo" è scattata un anno dopo quella battezzata "Medusa". Le due grandi retate sono scaturite dalle indagini della polizia di Stato e dalle dichiarazioni di una quindicina di pentiti tra cui il collettore delle "mazzette" per conto dei Giampà, Angelo Torcasio, ed il giovane boss Giuseppe Giampà, figlio del "Professore" leader storico della cosca che dominava su Lamezia Est.

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