Reggio Calabria

Nuovi ospedali, avanti... adagio

Focus del governatore Oliverio : per Sibari e Piana di Gioia attesa la cessione del ramo d’azienda di Tecnis. Ad agosto le prime decisioni: per Vibo bisogna prima mettere in sicurezza l’area

Nuovi ospedali, avanti... adagio

I nuovi ospedali in Calabria ancora non hanno visto la luce. Molti anni trascorsi e inghippi di ogni tipo ma per i nuovi nosocomi di Vibo Valentia, della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro da realizzare a Palmi, sembra che qualcosa, lentamente, si sta muovendo. I tempi di avvio dei lavori non non sono noti ma il governatore Mario Oliverio ha tenuto a precisare, ieri a Reggio durante la presentazione della fase di progettazione del nuovo nosocomio nella città dello Stretto, che «per i presidi della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro per i quali la ditta aggiudicatrice è la stessa, siamo in attesa, e nei giorni scorsi giorni ho avuto un incontro con il commissario che sta gestendo la fase dell’amministrazione controllato della società il professore Ruperto, di un atto molto importante».

Tecnis “spezzata”

La Tecnis, società siciliana che ha vinto la gara ma che ancora non ha iniziato i lavori dovrebbe, infatti, cedere il ramo d’azienda. «Aspettiamo l’evoluzione di questa vicenda – ha aggiunto Oliverio – ma intanto sia per la Sibaritide che per il nosocomio della Piana di Gioia, nonostante le fasi procedurali diverse, il professore Ruperto mi ha confermato che non sono progetti fermi ma a Sibari stanno lavorando per l’organizzazione del cantiere e per il movimento terra in modo tale da consegnare all’impresa subentrante l’opera allo stato in cui arriveranno mentre per Gioia Tauro stanno lavorando per definire e adeguare la progettazione perché lì c’è stato un problema di rotazione dell’immobile per rispondere al meglio alla situazione idrogeologica del sito».

Per quanto riguarda il nuovo nosocomio di Vibo, Oliverio ha aggiunto: «Si sta lavorando a risolvere le criticità del sito e dobbiamo metterlo in sicurezza. Solo dopo potrà partire l’opera».

Il caso Cosenza

Cenno a parte merita la vicenda della costruzione dei nuovi nosocomi di Reggio, Catanzaro e Cosenza che non rientrano nei progetti ereditati dal passato. Ieri è partito l’iter progettuale per il nuovo ospedale di Reggio Calabria, a breve, ha assicurato Oliverio, partirà quello di Catanzaro e il governatore ha voluto ricordare che in merito allo sblocco dell’iter procedura per il presidio della città dello Stretto «fondamentale è stata la sinergia che si è stabilita con Inail, Azienda Sanitaria e Amministrazione comunale di Reggio Calabria. Purtroppo la stessa cosa non succede dappertutto. A Cosenza, per esempio, c'è un presidio ospedaliero realizzato circa un secolo fa. Vorremmo costruire il nuovo, ma la mancata sinergia tra i diversi interlocutori istituzionali sta producendo lentezze, rinvii e ritardi con il rischio che anche le risorse possano essere perdute. Così non va bene. Lavorare con una visione sinergica, uscire dai localismi è fondamentale, soprattutto per alcuni servizi e per alcune strutture». Lo scontro con il sindaco della città Bruzia, dunque, va avanti.

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