sanità calabria

L'opposizione
"Fallimento Scopelliti"

"Nella sanità le cose vanno diversamente da come le presenti Scopelliti". Lo sostiene il consigliere regionale del Pd, Bruno Censore. "Imposta una maggiorazione fiscale dell'Irap e dell'Irpef nella misura dello 0,15 per cento sulle attività produttive e dello 0,30 per cento per le persone fisiche già a partire dall'anno d'imposta 2012"

bruno censore

"Che nella sanità le cose vadano diversamente da come li presenti Scopelliti è ormai sotto gli occhi di tutti". Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Pd, Bruno Censore. "Al di la delle consumate acrobazie lessicali - aggiunge - che fanno da sfondo ai contenuti propagandistici del governatore, resta in piedi un dato di fatto, concreto e sostanziale che conferma il mancato raggiungimento degli obiettivi di rientro dei costi della sanità calabrese tanto da spingere il Ministero dell'economia ad imporre per la nostra regione una maggiorazione fiscale dell'Irap e dell'Irpef nella misura dello 0,15 per cento sulle attività produttive e dello 0,30 per cento per le persone fisiche già a partire dall'anno d'imposta 2012. Un provvedimento che si abbatte come una scure ancora una volta sulle tasche dei calabresi e che di fatto certifica il fallimento della cura voluta da Scopelliti". "Non è più un mistero per nessuno - prosegue Censore - che Scopelliti sulla sanità giochi su due tavoli con regole palesemente antitetiche. Da un lato, ostentando con la compiacenza di alcuni media il virtuosismo del suo piano che secondo il governatore parrebbe dare 'risposte significative'. Dall'altro, facendo razzia dei servizi sanitari sui territori il cui effetto devastante è stato quello di produrre un congestionamento delle strutture rimaste aperte, l'allungamento delle liste d'attesa per le prestazioni ambulatoriali, l'aumento dell'emigrazione sanitaria - che in questi mesi si è rallentata solamente a causa della grave crisi economica che attanaglia il bilancio delle famiglie e niente affatto per l'aumentata fiducia dei calabresi verso il sistema sanitario regionale. Senza contare, poi, l'aumento spropositato dei ticket sulle prestazioni e sui farmaci che in questo momento fa ancora di più arrabbiare tutti i calabresi". Censore evidenzia inolte che "il tutto si consuma mentre i cittadini lottano per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza che sono stati palesemente messi in discussione da un piano miope ed inconcludente che ha saputo produrre solamente tagli lineari senza ipotizzare spunti di investimenti volti alla valorizzazione delle professionalità mediche e delle strutture esistenti. Così come è accaduto per il taglio dei posti letto che in Calabria sono al di sotto rispetto alla media percentuale prevista dalla stessa spending review o per la decurtazione delle unità operative che di fatto ha incancrenito l'efficacia della risposta ad una domanda di certezza della cura che da queste parti dello stivale è seriamente messa in discussione".(ANSA).

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