Catanzaro

La moglie del boss teneva le redini del clan

Dalla maxi-operazione “Stige” emerge l’ennesima figura femminile con un ruolo di primo piano all’interno della ’ndrangheta. Assunta Cerminara, i colloqui in carcere e gli ordini all’esterno. L’allarme della Commissione antimafia

La moglie del boss teneva le redini del clan

E anche nell’operazione “Stige” - il maxi-blitz coordinato dalla Dda di Catanzaro che ha disarticolato il clan Farao Marincola di Cirò con 169 arresti eseguiti fra la Calabria, il resto d’Italia e la Germania martedì scorso dai Carabinieri del Ros - potrebbe esserci una di queste figure. Si tratta di Assunta Cerminara, 65enne di Umbriatico residente a Cirò Marina, accusata di associazione per delinquere di stampo mafioso. È la moglie del boss detenuto Giuseppe Farao. Ed è lei, secondo la Dda di Catanzaro, l’incaricata di «tenere continui contatti con il marito, tramite i colloqui carcerari, in modo da assicurargli informazioni sulla evoluzione degli affari della cosca»; sempre lei «ne introita le decisioni che provvede a impartire, quali ordini stringenti, ai dirigenti liberi» ed ancora svolge «compiti di rilievo nella distribuzione degli utili confluiti nella “bacinella” (la cassa comune del clan, ndr)».

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