Catanzaro

In Tribunale una sfilata di Vip

Lunedì testimoni eccellenti nel processo a Vittorio Sgarbi. Anche Francesco Totti e Alba Parietti sono stati citati dalla difesa del critico d’arte denunciato dal pm Woodcock

In Tribunale una sfilata di Vip

I nomi sono da show televisivo più che da aula di Tribunale. Eppure non andrà in scena una trasmissione televisiva lunedì al Palazzo di Giustizia di Catanzaro: in programma c'è un processo bell'e buono. Che vede protagonisti volti eccellenti non soltanto della tv, ma anche della politica, della magistratura, dello sport. Imputato di diffamazione è il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi. Parte offesa è invece l’altrettanto noto pubblico ministero Henry John Woodcock, oggi in servizio alla Dda di Napoli dopo un passato a Potenza. Ma come se non bastasse, è la lista di testimoni ad alzare ulteriormente il livello di attenzione mediatica. A citare una serie di volti noti è stato l’avvocato Enzo De Caro, difensore dell’imputato Sgarbi insieme all’avv. Giampaolo Cicconi del Foro di Roma. E così, dinnanzi al giudice monocratico Tiziana Macrì sfileranno il principe Vittorio Emanuele di Savoia, l’ex capitano della Roma Francesco Totti, il fotografo Fabrizio Corona, le soubrette Flavia Vento ed Elisabetta Gregoraci con il marito imprenditore Flavio Briatore, il conduttore televisivo Massimo Giletti, il massmediologo Klaus Davi e la showgirl Alba Parietti.

Il Tribunale si trasformerà quindi in una passerella per vip; certa, già lunedì, la presenza di Woodcock.

Al centro della vicenda giudiziaria ci sono le critiche sull’inchiesta “Vallettopoli” che Sgarbi rivolse al pm Woodcock, allora titolare del fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Potenza, nel corso della trasmissione Rai “L'Arena”, condotta da Massimo Giletti, andata in onda il 5 aprile 2009. Secondo la difesa, i testi dovranno essere escussi «a riprova – si legge nella richiesta di lista testimoniale avanzata dalal difesa – dei fatti descritti nel capo di imputazione, sull’esito dell’indagine “Vallettopoli”, sui danari pagati dallo Stato per l’ingiusta detenzione subita dal principe Vittorio Emanuele, sulle reali frasi pronunciate da Sgarbi durante la trasmissione televisiva del 5 aprile 2009, sull’esito delle indagini relative al processo al Tribunale di Potenza contro Fabrizio Corona e sulle domande formulate nel corso delle indagini dal pm Woodcock a Francesco Totti, Flavio Briatore, Flavia Vento ed Elisabetta Gregoraci e sulle risposte rese dai testi».

Sgarbi è stato rinviato a giudizio a novembre del 2013. Secondo la Procura di Catanzaro, competente per i procedimenti che riguardano i magistrati in servizio a Potenza, dove Woodcock lavorava all’epoca dei fatti, le parole dell’imputato avrebbero offesero l’onore e la reputazione del magistrato, tanto da costare all’indagato le accuse di diffamazione pluriaggravata dall’avere “attribuito un fatto determinato e di aver commesso il fatto attraverso una trasmissione televisiva”, oltre che “con la recidiva specifica e reiterata”.

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