economia calabria

PIL in calo del 1.4%
Disoccupazione al 20%

Le persone in cerca di lavoro sono 133.000, contro le 88.000 del primo trimestre del 2011 (solo 40 persone su 100 lavorano). E' il dato peggiore degli ultimi 13 anni. A soffrire di più sono i giovani, età compresa tra i 18 ed i 29 anni, oltre il 30% sono senza lavoro

PIL in calo del 1.4%
Disoccupazione al 20%

La crisi 'morde' la Calabria, i numeri sono impietosi. Il quadro congiunturale è peggiorato nel primo trimestre del 2012. Una situazione difficile "raccontata "nell'ultimo rapporto sull'economia regionale realizzato dall'economista dell'Università della Calabria, Rosanna Nisticò dal titolo emblematico: "l'ombra lunga della crisi". Un viaggio impressionante nel "ventre" del sistema regione. Tabelle, grafici, proiezioni e comparazioni che ci restituiscono uno scenario di grande sofferenza. "E' un'analisi rigorosa dalla quale emergono con chiarezza - scrive nella prefazione il direttore di Confindustria Cosenza, Sarino Branda - i ritardi strutturali della nostra regione, le difficoltà congiunturali legate agli effetti della grande depressione che affligge con particolare intensità le economie occidentali, ma anche le tante pigrizie, le molte inadeguatezze ed un senso di deresponsabilizzazione nell'azione quotidiana a vari livelli istituzionali e sociali". Scorrendo le pagine della relazione il primo dato che balza agli occhi è relativo alla disoccupazione che, in Calabria, ha raggiunto una percentuale da record: 19,5%. Ciò significa che le persone in cerca di lavoro sono 133.000, contro le 88.000 del primo trimestre del 2011 (solo 40 persone su 100 lavorano). E' il dato peggiore degli ultimi 13 anni. A soffrire di più sono i giovani, età compresa tra i 18 ed i 29 anni, oltre il 30% sono senza lavoro. Aumenta anche del 51% (rispetto al primo trimestre del 2011) il numero di coloro i quali sono in cerca di occupazione: si passa da 88.000 a 133.000. E' indicativo, inoltre, il calo del Pil che ha subito una contrazione dell'1.4%, così come il tasso di crescita delle imprese che è di -0,5% su base annua che evidenzia la difficoltà del "fare nuova impresa in Calabria". Tra i settori maggiormente penalizzati figura l'edilizia, un tempo polmone vitale dell'economia regionale, che ha perso in termine di occupati, quasi il 20%, vale a dire poco o più di 12.000 addetti. Non va meglio per il commercio che, in una regione in cui il fattore determinante, per la formazione del Pil, è rappresentato dai trasferimenti dello Stato, venuti meno quest'ultimi, il comparto ha subito una pesante contrazione. Crollano anche gli investimenti in pubblicità, informatica e nuove iniziative per l' innovazione e la ricerca. Altro dato "spia" che ci restituisce l'immagine di un "sistema regione" che arranca, è rappresentato dal forte aumento della cassa integrazione straordinaria a fronte di una diminuzione di quella ordinaria il che significa che le imprese non credono in un'immediata ripresa dell'economia. Per ciò che concerne il credito, poi, anche questo primo trimestre del 2012 ha fatto registrare una contrazione degli impieghi. Altro capito dell'indagine riguarda il terziario in cui opera il 72% dei lavoratori calabresi di cui quasi un terzo è occupato nel comparto commercio e alberghi. Nell'ultimo anno, in base ai dati del sistema informativo turistico della Regione, sono aumentate le presenze negli esercizi ricettivi (+3,5%), con una maggiore accentuazione di turisti stranieri (+15,7%) e pochi italiani (+ 1%). Per quanto, poi, riguarda i trasporti vengono segnalate due importanti situazioni problematiche. La prima fa riferimento alla condizione dell'autostrada Salerno- Reggio Calabria, il cui tratto calabrese dei lavori in corso è fermo al 33% della lunghezza complessiva, mentre risulta ancora in fase di progettazione o in gara il 28% dei lavori, per un costo complessivo stimato intorno ai 3 miliardi di euro. La seconda riguarda il calo delle attività di transhipment registrato nel Porto di Gioia Tauto (-19,2%) in parte conseguenza dell'abbandono della compagnia danese Maersk la cui movimentazione di container incideva per circa un quarto del traffico complessivo del Porto.(ANSA).

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