Riscritte le regole

Le nuove sfide della protezione civile calabrese

La Consulta regionale si avvia finalmente a diventare operativa con un ritardo di “appena” oltre venti anni

Le nuove sfide della protezione civile calabrese

Reggio Calabria

Dare massimo risalto agli aspetti di legalità e trasparenza nella gestione delle associazioni, al fine di riportare il mondo del volontariato su un percorso virtuoso basato sui valori di solidarietà e per sottolineare l’enorme valore della partecipazione del volontariato di protezione civile nella vita delle comunità locali.

Se si vuole è un po’ il “manifesto” del nuovo corso della protezione civile regionale della Calabria per quel che, in maniera specifica, riguarda il ruolo del volontariato.

Idee-guida chiare e ben definite che sono adesso confluite nel nuovo regolamento sul volontario della protezione civile che ha visto la luce da poco. Un insieme di disposizioni che poggia su tre elementi in modo particolare: etica, partecipazione e specializzazione. Il che si traduce anche nell’obbligo per le associazioni e i gruppi che chiedono di accedere all’albo regionale di dover produrre la certificazione antimafia.

Anche questo è uno dei tratti che connotano in maniera più decisa il nuovo passo che la protezione civile calabrese guidata da poco più di un anno e mezzo da Carlo Tansi sta provando a imprimere alla propria marcia. «Il nuovo regolamento ha previsto tra gli aspetti imprescindibili per la partecipazione alle associazioni l’etica dei comportamenti e la produzione obbligatoria della certificazione antimafia - ha spiegato Tansi -. Si è venuto a creare un crescente interesse nel volontariato che è testimoniato dalla richiesta di iscrizione all’albo regionale di 45 nuove organizzazioni in pochi mesi, con l’impiego di oltre 600 nuovi volontari».

Un fronte, quello dell’etica, che è già diventato uno spartiacque rispetto ad altre visioni. Non è un caso che uno dei primi atti adottai sulla scorta del nuovo regolamento sia stato quello di procedere «alla cancellazione dell’associazione “Misericordia”, alla luce dei gravi fatti emersi a seguito dell’inchiesta sulla gestione del centro Cara di Isola Capo Rizzuto».

Ma se i requisiti etici sono una sorta di necessaria precondizione, non c’è dubbio che la Protezione civile abbia bisogno per funzionare al meglio - specie nelle emergenze - di sapere bene chi deve fare cosa e quando. In quest’ottica la protezione civile regionale, insieme al Dipartimento nazionale per la prima volta in Calabria, ha proposto un progetto formativo che prevede, da venerdì 23 l’avvio di una serie di corsi di alta specializzazione nelle diverse provincie calabresi rivolti proprio ai volontari di Protezione Civile. La formazione continuerà a settembre con l’organizzazione di altri corsi «al fine di creare un sistema del volontariato capace di operare nel sistema di protezione civile con procedure condivise e riconosciute a livello nazionale - ha spiegato ancora Tansi -. La professionalità e la specializzazione dei volontari, infatti, è ritenuto un obiettivo fondamentale della protezione civile regionale, oltre che per garantire la massima efficienza nella gestione delle calamità, anche per tutelare l’incolumità degli stessi volontari durante le delicatissime e rischiose fasi emergenziali».

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Focus

Tutti i presidenti delle Associazioni di volontariato di Protezione Civile sono stati nel frattempo convocati per martedì 27 presso la Cittadella Regionale, per condividere il percorso che porterà all’operatività della Consulta regionale del volontariato di Protezione Civile. Un nuovo input, dunque, per una struttura che sembra finalmente destinata a mettersi in movimento ad “appena” oltre venti anni dall’entrata in vigore della legge regionale istitutiva della Protezione Civile regionale. Per la prima volta in Calabria si metterà in piedi un coinvolgimento istituzionale diretto delle associazioni nelle attività della Protezione Civile della Regione. La partecipazione si concretizzerà con riunioni mensili che si svolgeranno presso la sede della Protezione Civile regionale, nelle quali la Consulta potrà proporre indicazioni in merito alla definizione delle linee programmatiche e all’individuazione delle scelte strategiche per l’ottimizzazione dell’attività del volontariato in Calabria.

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