Inchiesta

La faccia sporca della Calabria Montagne di rifiuti nelle spiagge

I dati allarmanti dell’Arpacal fanno il paio con le carenze nella depurazione. La costa tirrenica “batte” la jonica, ma il problema è generalizzato

La faccia sporca della Calabria Montagne di rifiuti nelle spiagge

Catanzaro

La jonica batte la tirrenica, ma non è un primato di cui vantarsi. Bocciata in tronco è tutta la Calabria, assolutamente incapace di valorizzare i beni naturali. Alla faccia di campagne promozionali e inviti a villeggiare sulle coste, la depurazione è un nodo irrisolto nella colpevole indifferenza di troppi Comuni. I controlli sui corsi dei fiumi - che sversano in mare di tutto - restano incredibilmente una chimera, salvo poi ricordarsene e lamentarsi in piena stagione estiva. E adesso, a completare il quadro, saltano fuori i dati dell’Arpacal a conclusione del censimento biennale dei rifiuti spiaggiati.

Nella tirrenica sono stati conteggiati 11mila 502 ritrovamenti a fronte dei 5mila 882 della jonica. La maggior parte dell’immondizia, rispettivamente il 90% sul Tirreno ed il 76% sullo Jonio, è di materiale plastico e, in particolar modo, buste per la spesa, buste per l’immondizia, ma anche cannucce, posate e piatti di plastica, anelli di plastica di tappi di bottiglia e lattine, e diversi tipi di contenitori per alimenti. A seguire, ma molto distanziati, oggetti in vetro e ceramica, carta e cartone, metallo e gomma.

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