CATANZARO

Regione 2015, i rilievi della Corte dei Conti

Partecipate in perdita, pagamenti duplicati e patrimonio immobiliare in gran parte ignoto.

Regione, molte le perdite delle partecipate

Regione Calabria

La Regione ha comunicato le perdite delle società partecipate e delle proprie fondazioni nel 2015 facendo emergere un quadro problematico ancora caratterizzato da risultati di esercizio negativi, in alcuni casi fortemente. È quanto si legge nella relazione sulle società partecipate ed enti strumentali della Regione Calabria esposta stamattina alla Corte dei Conti in occasione del giudizio, ancora in corso, di parificazione del rendiconto della Regione Calabria per l'esercizio finanziario 2015. Risulta che poche siano le società in attivo per le quali comunque l'utile è estremamente esiguo e sicuramente non di rilevanza tale da controbilanciare il giudizio complessivo sulla inefficienza economico-finanziaria della esternalizzazione regionale. In ogni caso la Regione ha comunicato che per i compensi agli amministratori e agli organi di controllo delle società partecipate nel 2015 è stato sostenuto un onere complessivo di oltre 750 mila euro anche se tali dati non risultano pubblicati, fa notare la Corte dei Conti, sul sito istituzionale della Regione in violazione degli obblighi di trasparenza e pubblicità.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale al 31 dicembre 2015 la Regione Calabria presentava un debito riferito al settore trasporti su gomma e su ferro di oltre 359 milioni di euro. Secondo la sezione controllo della Corte dei Conti appare evidente che si è ancora lontani dal superamento della logica del ripiano statale dei disavanzi regionali e, anzi, attraverso l'ampia possibilità di ricorso alle risorse del Fsc si è accentuato il venir meno di una corretta sistematicità programmatica
nel settore del trasporto pubblico locale e si è sedimentata una distorsione dell'utilizzo delle disponibilità dello stesso FSC
spesso dirottate verso finalità non coerenti con quelle proprie del fondo stesso oltre a doversi prendere atto dell'incapacità della Regione di garantire l'autosufficienza finanziaria del settore considerato.

Altro capitolo dolente riguarda i pignoramenti. Sul punto la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti rileva che per come confermato dall'Avvocatura regionale sono avvenute duplicazioni di pagamenti con conseguente necessità di avviare l'azione di recupero delle somme indebitamente erogate per le situazioni per le quali sia stato possibile riscontrare l'indebita erogazione e anche con l'incertezza derivante dall'effettivo recupero delle somme. In sintesi dall'analisi della gestione dei pignoramenti emergono duplicazioni di pagamenti, vincoli di cassa per procedure esecutive presumibilmente estinte e assenza di comunicazioni da parte dei dipartimenti interessati e dei relativi decreti di riconoscimento di debito fuori bilancio.

Altro aspetto che presenta criticità riguarda la spesa del personale flessibile ovvero non a tempo indeterminato che per legge va diminuita del 50% rispetto alla spesa sostenuta nel 2009. Su questi dati per quanto riguarda la Giunta la Regione ha precisato con riferimento alla spesa del personale LSU LPU che la gestione di tale personale è demandata al dipartimento lavoro ma non è stato fornito alcun chiarimento in ordine alla violazione del parametro di spesa né da parte del Dipartimento
lavoro né da parte di altri dipartimenti.

Da parte sua il procuratore regionale della Corte dei conti Rossella Scerbo ha affermato che la procura non può che condividere i rilievi in ordine all'opacità dei dati forniti dal Dipartimento personale relativi alla spesa per il personale che non ha consentito di accertare quale sia stata l'effettiva incidenza di tale categoria di spesa sull'intero aggregato della spesa corrente e conseguentemente verificare il rispetto dell'obiettivo di riduzione fissato dal legislatore. I dati forniti consentono comunque l'individuazione di alcune criticità gestionali tra cui un aumento del numero dei dirigenti in contrasto con la legge regionale che ne prevede invece la riduzione. È sempre la dottoressa Scerbo ad affermare che sotto il profilo gestionale tenuto conto della situazione di incertezza relativa ai pignoramenti presso il tesoriere non vanno sottovalutati i rischi di un possibile danno erariale per duplicazione di pagamenti in ipotesi di concomitante pagamento in sede esecutiva e per le vie ordinarie. La
Procura ritiene altresì meritevole di particolare attenzione il profilo relativo alla non compiuta inventariazione del patrimonio
immobiliare. Al 31 dicembre 2015 la consistenza dei fabbricati inventariati è di 128 milioni mentre quella dei fabbricati non
inventariati è pari a oltre 2 miliardi di euro. Risulta impossibile verificare e valutare la gestione del patrimonio anche per la mancanza di un elenco completo e in questo contesto la procura non può che chiedersi e chiedere se ci sono immobili detenuti a vario titolo da terzi magari con il rischio di usucapione senza che la regione ne ricavi un'entrata.

Nel complesso la Procura della Corte dei Conti ha prospettato il rischio concreto che le criticità evidenziate si estendano con effetto domino ad altre amministrazioni titolari, come le Asp o enti e organismi partecipati, di patrimoni derivati da quello regionale. In relazione alle varie criticità evidenziate la Procura ha chiesto alla Sezione regionale di controllo la parificazione del rendiconto della Regione Calabria relativo all'esercizio 2015 nelle sue componenti con l'esclusione del prospetto concernente le passività patrimoniali ah 31 dicembre 2015 e del prospetto relativo alle attività patrimoniali relativamente ai
beni mobili e immobili non inventariati e conseguentemente del riassunto del conto del patrimonio nel conto generale del patrimonio.

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