Trova 60 milioni di lire
ma Bankitalia lo “gela”

Un rigattiere catanzarese, impiegato a Messina nello sgombero della casa di un’anziana deceduta, ha trovato in un baule le banconote. Bankitalia gli ha però negato il cambio in 30mila 987 euro. Scattato un ricorso al giudice di pace

Trova 60 milioni di lire  ma Bankitalia lo “gela”

Tutto si aspettava di trovare in quel vecchio baule, tranne che la bellezza di 60 milioni delle vecchie lire. Banconote da 100 e 500mila lire finite adesso al centro di una battaglia giudiziaria.

La vicenda ha inizio in un appartamento al centro di Messina. Il 23 luglio da Catanzaro arriva un rigattiere, incaricato dagli eredi di sgomberare la casa dai vecchi mobili di un’anziana appena deceduta. L’accordo prevedeva che lo “svuotacantine” potesse prendersi tutto ciò che gli interessava. Lui lo fa per mestiere: raccatta mobili qua e là, restaura e rivende. Ed ecco che P.V. s’imbatte nel baule. Lo apre e trova il denaro. Superati i primi atti d’incredulità mette in ordine le idee. Conta i soldi, poi completa lo sgombero della casa e prende il furgone per tornare a Catanzaro. Ma prima di rientrare a casa si ferma a Reggio, alla sede della Banca d’Italia. Qui chiede il cambio dei soldi in euro, che come già avvenuto in decine di altri casi gli viene negato. Scatta quindi il contenzioso giudiziario, affidato all’associazione romana Agitalia.

Della questione si occuperà il giudice di pace di Catanzaro, al quale è stato formalizzato un ricorso da parte dello studio legale dell’associazione che tutela i consumatori. La somma richiesta è pari a 30mila 987,41 euro. «Il giudice – auspica Giovanni Ripoli, rappresentante di Agitalia – dovrebbe esprimersi nel giro di due o tre mesi».

Secondo l’associazione il rigattiere catanzarese ha diritto a incassare la somma, anche a fronte di una pronuncia della Corte Costtituzionale. Per i ricorrenti, nel caso specifico il termine di dieci entro i quali chiedere il cambio scatterebbe nel momento in cui P.V. ha appreso dell’esistenza delle banconote. Una situazione complessa che si muove sul filo dell’interpretazione normativa, anche perché la Consulta “smontato” la scadenza immediata imposta nel 2011 dal Governo Monti con il decreto “Salva Italia” lasciando però aperta la questione che riguarda il termine decennale precedente (28 febbraio 2012).

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