Reggio Calabria

Arriva l’app per segnalare
le calamità

Il progetto portato avanti dalla Protezione civile della Calabria vedrà la luce entro fine mese. Quattro gli scenari principali di riferimento: incendi, frane, alluvioni e terremoti

Arriva l’app per segnalare  le calamità

Ultimi test e poi il debutto su quel palcoscenico - la “rete” - tanto virtuale quanto sempre di più intrecciato alla quotidianità della vita reale. Un’app per smartphone interamente “made in Calabria” per segnalare praticamente in tempo reale il verificarsi di una calamità. Se il caso anche di inviare subito un’immagine in grado di far meglio comprendere l’esatta entità dei danni e lo scenario di riferimento. Un sistema in grado di operare anche off line, senza cioè l’aggancio alle celle della telefonia mobile (l’ipotesi che un simile tipo di trasmissione vada in tilt al verificarsi di un grosso evento calamitoso è tutt’latro che remota), e che grazie alla geolocalizzazione sia in grado di orientare subito la macchina dei soccorsi verso il luogo esatto.

Per “Easy alert” il tempo dello studio, dei primi test, è praticamente finito. ieri mattina il gruppo di lavoro guidato dal responsabile della Protezione civile regionale carlo Tansi ha effettuato una nuova serie di stress test. Se non verranno a galla particolari e insormontabili criticità, la nuova app potrebbe essere disponibile per essere “scaricata” già entro la fine del mese.

«È dall’inizio dell’anno che stiamo lavorando a questo progetto - e non soltanto a questo - profondendo impegno, energie e risorse - ha spiegato il capo della Protezione civile calabrese -. Con questa app, che abbiamo pensato come qualcosa di estremamente semplice oltre che di assolutamente intuitivo nel concreto utilizzo, puntiamo a coinvolgere quante più persone e strutture possibile. Molto spesso, specie nelle prime battute di un evento calamitoso, la differenza tra un intervento più o meno tempestivo la fa la precisione di alcune informazioni.

«Il sistema di geolocalizzazione satellitare che oggi praticamente ogni smartphone consente, unito proprio alle accresciute performance di molti apparecchi in termini di quantità e di qualità di materiale fotografico che possono contenere - ha spiegato ancora Tansi -, sono preziosi alleati. Il gps consente, infatti, una precisione praticamente assoluta visto che si parla al più di uno scarto di una decina di metri..., nel localizzare il luogo dell’evento calamitoso. Segnalazione ed eventuali immagini confluiscono nella sala operativa della Protezione civile dove dunque si avranno subito dati certi sulla base dei quali elaborare le più opportune risposte e tarare al meglio gli interventi».

Ovviamente gli scenari calamitosi sono diversi. Quattro quelli principali : incendio, frana alluvione e terremoto. L’app consente, una volta che è stata effettuata la segnalazione dell’evento calamitoso (ognuno dei quattro ambiti principali è semplicemente identificabile anche da un’immagine-simbolo), oltre ad inviare anche una fotografia pure di inserire delle informazioni aggiuntive. Ciò consentirà di aggiornare via via l’evolversi della situazione. Un quadro generale istantaneo delle situazioni di emergenza di ogni tipo in atto lo si ha visualizzando la cartina della regione e grazie ad un sistema di simboli di immediata riconoscibilità.

Oltre ai quattro scenari “principali” ve ne sono altri (raggiungibili attraverso l’icona “Altro”): ingorghi stradali, nevicate, tsunami, mareggiate e vento.

«Il vero punto di forza di questa app - ha concluso Carlo Tansi - sta nella sua semplicità di accesso, intuitività nell’utilizzo e funzionalità anche in presenza di collegamenti di telefonia mobile e di rete».

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