Sisma Pollino

Senza stato di emergenza
neanche i fondi europei

Riunione politico-istituzionale a Mormanno mentre la terra continua a tremare e la pioggia non si ferma. Si punta al fondo di solidarietà europeo, ma occorre anche l'intervento del governo.

 mormanno

Su Mormanno è calata la notte, la terza dopo il terremoto, e le gente continua a dormire in macchina. In pochi hanno scelto la palestra attrezzata. Troppo forte la paura per rimanere al chiuso anche perché le scosse continuano, oltre 20. Una domenica di disagi anche per l’ondata di maltempo che non dà tregua e complica le cose,  ma anche di lavoro e mobilitazione quella appena trascorsa. In mattinata la visita del capo del dipartimento dei Vigili del Fuoco, il prefetto Tronco, che si è voluto rendere conto della situazione e verificare il funzionamento della macchina organizzativa che – ha detto –  “ha funzionato e funziona bene con efficienza e professionalità”. Altro momento importante l’incontro politico-istituzionale presso il COM con i parlamentari europei Gianni Pittella e Mario Pirillo, che hanno incontrato i sindaci del comprensorio, il presidente della provincia Mario Oliverio, il presidente del Parco del Pollino. Una riunione per fare il punto e per chiedere con forza al governo la dichiarazione dello stato di emergenza, necessario anche per attivare il fondo di solidarietà europeo come avvenuto per l’Emilia e per l’Aquila.  “Non vorremmo che la ‘fortuna’ di non avere avuto morti allentasse l’attenzione – hanno ribadito i rappresentanti istituzionali - anche perché la situazione si aggrava di ora in ora ”. Aumenta  il numero delle abitazioni e delle strutture dichiarate inagibili, fortemente compromesso il patrimonio artistico-religioso, va vista la situazione dell’ospedale, non è escluso che nelle prossime ore sarà coinvolta l’ASP di Cosenza per trovare una situazione idonea per i pazienti al momento trasferiti a Lungro. E poi c’è il dissesto idrogeologico accentuato dalla pioggia incessante che minaccia il centro abitato. Numerose le frane e gli smottamenti. I tecnici del Parco del Pollino sono stati mobilitati per monitorare i costoni a rischio. 

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