Cosenza

Non aveva i titoli ma si spacciava per un dentista

Denuncia e sequestri a Cosenza. Scoperto dalle Fiamme gialle uno studio “fantasma” all’interno di uno stabile in costruzione

Non aveva i titoli ma si spacciava per un dentista

La palazzina non lasciava presagire nulla di buono. Del resto, non è proprio il massimo della vita trovare uno studio dentistico “fantasma” all’interno di uno stabile in costruzione. La notizia è però giunta all’orecchio del Comando provinciale della Guardia di finanza di Cosenza, che ha subito avviato una serie di accertamenti per capire cosa stesse accadendo in quell’anonimo appartamentino posto al pianterreno, con due stanze ed una sala d’aspetto. Gli esperti militari delle fiamme gialle, guidati dal colonnello Marco Grazioli, hanno prima scandagliato le loro banche dati e poi avviato dei discreti appostamenti. Compreso che in quel palazzo era stato installato in maniera del tutto abusiva uno studio dentistico, i finanzieri hanno fatto scattare il blitz. Una volta entrati nell’appartamento, è stato immediatamente rinvenuto tutto l’occorrente per mettere le mani nelle bocche degli ignari pazienti: numerosi trapani, pinze, tamponi, inizioni di anestetici, farmaci in gran quantità stipati senza la benché minima attenzione della norme igienico-sanitarie. In mezzo alle scatole di medicinali, tra l’altro, gli uomini della Guardia di finanza bruzia hanno pure scoperto diverse confezioni di adrenalina. Un ritrovamento sul quale si stanno compiendo ulteriori accertamenti, visto che l’adrenalina è classificata come un rifiuto sanitario ad alto rischio d’infezione se smaltito scorrettamente. Sbigottiti i clienti in attesa del proprio turno, sentiti dalle fiamme gialle ad ulteriore riprova dell’attività svolta in quello stabile. Ovviamente, non poteva mancare un’agenda ricca di appuntamenti.

Nei guai è così finito il “titolare” dello studio dentistico abusivo, un odontotecnico contro il quale è stata formalizzata una denuncia a piede libero per esercizio abusivo della professione medica. Il suo titolo di studio, per quanto inerente a quello specifico settore sanitario, non è minimamente paragonabile al percorso accademico necessario a diventare un dentista con tutti i crismi. Il diretto interessato, tra l’altro, potrebbe presto far fronte ad ulteriori grattacapi: le fiamme gialle stanno del resto quantificando l’entità dei ricavi non dichiarati al fisco dallo studio dentistico abusivo. L’appartamento e tutto il materiale custodito al suo interno è stato invece posto sotto sequestro.

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