reggio calabria

A fuoco magazzino
testimone di giustizia

Un incendio ha distrutto i magazzini della sanitaria Sant'Elia, di proprietà del testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio . Il sindaco Falcomatà: alle 19 sul luogo dell'intimidazione con tutti i reggini onesti. Magorno: atto vile. Irto: sdegno e condanna. Lumia: sfida allo Stato. Bindi: brutto segnale. Oggi comitato ordine e sicurezza in Prefettura

A fuoco magazzino di testimone di giustizia

Un incendio ha distrutto i magazzini della sanitaria Sant'Elia a Reggio Calabria, di proprietà del testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio che da molti anni combatte contro le cosche della 'ndrangheta. Proprio per questo, l'imprenditore dal 1992 è vittima di intimidazioni gravi ed è sotto scorta. L'incendio è avvenuto poco dopo mezzanotte. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Nel magazzino sono stati trovati i residui di un contenitore di plastica. Sull'accaduto sono in corso le indagini della polizia di Stato. Per sostenere l'imprenditore l'agenzia nazionale per i beni confiscati gli aveva assegnato dei nuovi locali in un altro quartiere della città che avrebbero dovuto aprire nei prossimi mesi. Solidarietà a Bentivoglio è stata espressa dal deputato del Pd, Davide Mattiello, che in commissione Antimafia coordina il gruppo di lavoro sui testimoni di giustizia, i collaboratori e le vittime di mafia. "Forse è stato colpito Bentivoglio - osserva il deputato - per mandare un segnale a Roma. Roma dovrebbe capirlo e farsene carico".

"L'incendio al magazzino della sanitaria Sant'Elia di proprietà dell'imprenditore testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio è un fatto gravissimo che deve richiamare l'attenzione delle massime istituzioni nazionali". E' quanto dichiara in una nota il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà commentando l'ennesimo attentato subito dall'imprenditore. "Tiberio è stato in questi anni un simbolo della Reggio onesta - ha aggiunto - un portabandiera dell'economia sana della città che ha deciso di non piegarsi al giogo della 'ndrangheta. La sua testimonianza ha attraversato l'Italia, veicolata dall'impegno dell'associazione antimafia Libera, ponendosi come esempio di ribellione al cancro mafioso. Chi ha colpito, per l'ennesima volta, Tiberio Bentivoglio, in realtà ha colpito tutti noi. A questi vigliacchi che agiscono nel buio vogliamo gridare che non ci fanno paura". "Pochi giorni fa in Comune - ha proseguito Falcomatà - ho ricevuto la visita di Bentivoglio. La sua attività commerciale, più volte colpita dalla 'ndrangheta, sta per trasferirsi all'interno di un bene confiscato ottenuto in locazione in una zona più centrale della città. Vogliamo aiutare concretamente Tiberio, contribuendo alla raccolta fondi per la ristrutturazione del nuovo bene confiscato. La solidarietà non basta più ci vuole una vera e propria scorta civica. Tiberio non deve essere lasciato solo. Questa sera alle 19:00 ci ritroveremo tutti di fronte al deposito incendiato. Tiberio Bentivoglio siamo tutti noi".

"I democratici calabresi sono vicini a Tiberio #Bentivoglio vittima di un vile atto intimidatorio. #Noncipieghiamo". Così, su Twitter, il segretario regionale del Pd calabrese, Ernesto Magorno, componente della Commissione parlamentare Antimafia, Ernesto Magorno, esprime la propria vicinanza a Tiberio Bentivoglio.

"Sdegno e ferma condanna per l'incendio doloso del deposito di proprietà di Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia, coraggioso imprenditore che non si è piegato al racket e che da anni è nel mirino". E' quanto scrive sul proprio profilo Facebook il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, dopo il rogo avvenuto la scorsa notte a Reggio Calabria. "Come cittadini, prima ancora che come uomini delle istituzioni - prosegue Irto - abbiamo il dovere civile di ribellarci allo strapotere della criminalità e di schierarci in maniera risoluta al fianco di chi ha avuto la forza e la dignità di dire 'no'. Alla luce del susseguirsi di episodi sempre più gravi occorre prendere atto dell'eccezionalità della situazione dell'ordine pubblico nel reggino e assumere provvedimenti coerenti e incisivi".

"L'attentato incendiario che ieri sera a Reggio Calabria ha distrutto l'esercizio commerciale di Tiberio Bentivoglio non è soltanto un attacco all'imprenditore antiracket, ma una sfida lanciata dalla 'Ndrangheta allo Stato". Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia. "Le istituzioni nazionali - aggiunge - con in testa la Commissione antimafia, quelle locali e la società civile devono reagire in modo deciso. Bisogna mettere Bentivoglio nelle condizioni di riaprire il negozio nel più breve tempo possibile e assicurare alla giustizia i responsabili dell'accaduto. È questo il modo migliore per indebolire la forza della 'Ndrangheta e per incoraggiare gli imprenditori a denunciare il pizzo".

"A Tiberio Bentivoglio la mia solidarietà e la vicinanza di tutta la Commissione parlamentare Antimafia". Lo afferma il presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. "La sua - aggiunge Bindi - è una storia limpida e coraggiosa di civile resistenza alla 'ndrangheta in un territorio ad alta intensità di potere mafioso". "Questo nuovo gravissimo atto d'intimidazione - conclude - è un segnale inquietante, che richiede una risposta ferma e tempestiva delle istituzioni, Bentivoglio non può essere lasciato solo".

Il prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino ha convocato per questo pomeriggio una riunione urgente del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per un aggiornamento dell'andamento della delittuosità in provincia e, in particolare nel Capoluogo, anche a seguito dell'episodio occorso nella notte in danno del deposito di Tiberio Bentivoglio, titolare dell'esercizio "Sanitaria Sant'Elia". All'incontro parteciperanno lo stesso imprenditore, il Procuratore della Repubblica titolare della Direzione Distrettuale Antimafia, il Sindaco, il Questore e i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e il Colonnello dell'Esercito, Comandante del Raggruppamento "Calabria-Sicilia Orientale".(ANSA)

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