Reggio Calabria

L’inchiesta “Rimborsopoli”
verso un unico processo

In Tribunale a Reggio potrebbero finire sul banco degli imputati 30 persone. A Fedele e De Gaetano si aggiungeranno i 25 “avvisati” Da definire la contestazione a Ciconte e Imbalzano

L’inchiesta “Rimborsopoli”  verso un unico processo

Tre filoni processuali, un solo processo. Saranno riunificati i tre tronconi di indagine “Rimborsopoli”, l'inchiesta della Procura di Reggio e della Guardia di Finanza che ha svelato il vorticoso sistema delle spese allegre in Consiglio regionale (nel corso della X Legislatura, nel triennio che va dal 2010 al 2012). Una prospettiva – per evidenti ragioni di economia processuale – delineata chiaramente dal pubblico ministero Matteo Centini (titolare del fascicolo di indagine insieme al procuratore aggiunto di Reggio Gaetano Paci e al sostituto Francesco Ponzetta) nel corso dell'udienza di avvio del giudizio (con il rito immediato) agli ex assessori regionali (entrambi con delega alle infrastrutture, seppure in due legislature diverse e esponenti di schieramenti politici opposti) Luigi Fedele e Nino De Gaetano.

Un processo che dovrebbe vedere sul banco degli imputati 30 persone, la stragrande maggioranza dei quali politici di primo piano della Calabria tra attuali parlamentari, ex governatori calabresi, consiglieri regionali in carica e dall'illustre passato sugli scranni di Palazzo Campanella. Agli stessi Luigi Fedele e Nino De Gaetano vanno infatti aggiunti i 25 destinatari dell'avviso di conclusioni indagini preliminari della seconda tranche di “Rimborsopoli” - Giovanni Nucera (Reggio), Pasquale Tripodi (Reggio), Giovanni Franco (Reggio), Alfonso Dattolo (Rocca di Neto Crotone), Gianluca Gallo (Cassano Ionio), Giovanni Bilardi (Reggio), Carmelo Trapani (Reggio), Alfonsino Grillo (Vibo Valentia), Ferdinando Aiello (Cosenza), Giuseppe Bova (Reggio), Nicola Adamo (Cosenza), Giuseppe Giordano (Reggio), Emilio De Masi (Crotone), Domenico Talarico (Conflenti Catanzaro), Sandro Principe (Rende), Demetrio Battaglia (Reggio), Pietro Amato (Borgia Catanzaro), Bruno Censore (Serra San Bruno Vibo Valentia), Mario Franchino (Montegiordano Cosenza), Mario Maiolo (Cosenza), Carlo Guccione (Rende), Antonio Scalzo (Conflenti Catanzaro), Francesco Sulla (Cutro Crotone), Agazio Loiero (Santa Severina Crotone), Diego Fedele (Reggio). Ad oggi in una fase di “oblio” i due politici finiti nel mirino della Procura di Reggio - il consigliere regionale Vincenzo Antonio Ciconte, e l’ex consigliere regionale Candeloro Imbalzano; oltre a Giovanni Raso, collaboratore del gruppo Udc nella precedente legislatura - che dopo l'imputazione coatta ordinata dal Gip che si era opposta all'archiviazione (inizialmente erano in sei, tre dei quali però prosciolti) rimangono senza una definita contestazione accusatoria.

L'ipotesi di reato è peculato e falso. Per rispondere «dell'incontrollato utilizzo dei fondi del gruppo in misura imponente, per spese ingiustificate, prive di giustificazione contabile o assistite da documenti di spesa palesemente falsi».

La riunificazione dei filoni processuali di “Rimborsopoli” dovrebbe concretizzarsi il 18 aprile in Tribunale a Reggio.

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