Milano

'Ndrangheta: 2 arresti nel Milanese, anche un medico

Un chirurgo plastico e un titolare di una ditta di autodemolizioni di Desio. Il primo si avvaleva della propria professione per svolgere attività di informazione ed assistenza ad esponenti della 'ndrina

'Ndrangheta: 2 arresti nel Milanese, anche un medico

Gli arrestati sono Arturo Sgrò, chirurgo plastico di 42 anni in servizio all'ospedale Niguarda di Milano, e Ignazio Marrone, 40enne titolare di una ditta di autodemolizioni di Desio. Entrambi sono ritenuti non fiancheggiatori ma parte integrante della locale di Desio, avendo il ruolo di riscuotere crediti per altri sodali in carcere e aiutare economicamente i detenuti della locale. Il loro profilo era completamente diverso: Sgrò è incensurato ed è uno stimato professionista che ha anche lavorato all'estero e che è arrivato a Milano nel 2009; Marrone ha precedenti definitivi per armi e ricettazione nell'ambito del processo Infinito. Il gip Carlo Ottone De Marchi definisce il loro un "mutuo soccorso". Gli agenti della squadra mobile che stamattina li hanno arrestati parlano di "simbiosi perfetta". Nel corso delle indagini sono stati registrati una lunga serie di incontri con alcuni esponenti di altre locali di 'ndrangheta (per esempio i Molluso di Corsico) e famiglie mafiose. In virtù della credibilità e del ruolo all'interno dell'organizzazione, Marrone e Sgrò si occupavano anche di dirimere questioni relative ad accordi o affari con la 'ndrangheta. Gli incontri per la riscossione di crediti avvenivano all'interno delle autodemolizioni di Marrone, una sorta di fortino dotato di telecamere ovunque, sistemi anti intrusione, disturbatori di frequenze. In più occasioni entrambi gli arrestati hanno partecipato agli incontri con i debitori, ognuno "recitando" la propria parte: Marrone più duro ma più sfacciato, Sgrò più silenzioso, poche parole ma ben assestate. Sgrò poteva contare su capacità di intimidazione data dalla parentela stretta con alcuni 'ndranghetisti. Il medico si occupava anche di visitare (o almeno di rendersi disponibile a visitare) detenuti in carcere.( A.A.)

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