Vibo

Tre medici indagati allo Jazzolino

La Procura di Vibo Valentia punta ad accertare eventuali responsabilità sul bimbo morto prima del parto. Inchieste parallele pure da parte dell’Asp e del Dipartimento della salute

Tre medici indagati allo Jazzolino

Si intrecciano tre indagini sulla morte del bimbo avvenuta prima ancora del parto nella mattinata di giovedì scorso all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. L’obiettivo è quello di fare piena luce su quanto accaduto ed accertare eventuali responsabilità da parte dei medici che, nei giorni precedenti il parto cesareo, avevano visitato la giovane mamma, Elvira Marturano di San Calogero, che aspettava con tanta ansia insieme al marito Francesco Di Masi, il suo piccolo. Una gioia svanita nel nulla e trasformatasi, in un attimo, in disperazione e dolore. «Vogliamo verità e giustizia – ha detto Francesco Di Masi alla Gazzetta del Sud –. Mia moglie non si dà pace. Vuole una spiegazione ad ogni costo... Ci hanno tolto una grande gioia».

E per questo motivo il sostituto procuratore Claudia Colucci ha disposto l’autopsia; stamane alle 10 affiderà l’incarico all’anatomopatologo Katiuscia Bisogni, mentre la famiglia della donna ha nominato quale consulente di parte il medico legale Alfonso Luciano.

Intanto a finire sul registro degli indagati con l’ipotesi di “concorso in provocato aborto” sono stati tre medici dello Jazzolino: la dottoressa Daniela Fusca del reparto di Ostetricia e ginecologia e due sanitari del Pronto soccorso: Francesco Tripodi e Rocco Fiaschè. Secondo quanto esposto in denuncia, la donna il 26 dicembre in preda a forti dolori addominali dopo aver sentito il ginecologo del reparto si era recata in ospedale, passando per il Pronto soccorso dove era stata visitata dai sanitari di turno. Disposto un tracciato si erano accorti che il feto «era in sofferenza»; nonostante tutto era stata tranquillizzata e mandata a casa, con l’invito di tornare in ospedale alla scadenza del tempo. Pochi giorni ed Elvira Marturano accompagnata dal marito si era presentata per la seconda volta allo Jazzolino. Sottoposta nuovamente ad un tracciato, emergeva come il piccino che portava in grembo non dava più segni di vita. «Per noi è stato un dramma – ha detto il marito – fino alla sera precedente mia moglie sentiva il bambino che scalciava...».

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