Droga: traffico internazionale,
preso Signati

A Bologna c'era referente organizzazione a maggioranza calabrese

Arrestato in Belgio il latitante Sebastiano Signati

Avevano creato in Belgio un'organizzazione criminale, che, attraverso un 'referente' a Bologna, faceva arrivare in Italia grossi quantitativi di cocaina proveniente dal Sud America, destinati al mercato nazionale. Al vertice del gruppo c'erano due calabresi: Sebastiano Signati, arrestato il 26 novembre (ma lo si è appreso oggi), 'ndranghetista latitante dal 2005 - tra i cento più pericolosi - su cui pendeva una condanna definitiva a 27 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti, e Leonardo Marte, 'responsabile' in Italia e residente a Bologna, in un alloggio popolare che condivideva con il fratello, impiegato in un'agenzia immobiliare in centro città. Marte, pregiudicato per reati di droga con alle spalle una condanna per il rapimento di Carlo Celadon, sequestrato nel 1988 per più di 800 giorni, agiva come 'broker' e andava periodicamente in Belgio per contrattare le partite di cocaina da far arrivare in Italia tramite corrieri. Comunicavano tra loro con dei telefoni Black Berry, che sfruttano la crittografia per proteggere i contenuti dei messaggi. L''Operazione new connection 2013', scattata a fine 2013 e coordinata dal Pm Francesco Caleca della Dda di Bologna in collaborazione con gli organi di polizia estera, ha portato all'esecuzione, da parte della squadra mobile e della Direzione centrale del servizio antidroga, di custodie cautelari in carcere nei confronti di sei persone, quasi tutte calabresi, per traffico internazionale di stupefacenti. I provvedimenti, emessi dal Gip Rossella Materia, sono stati eseguiti la mattina dell'1 dicembre. Tra i destinatari della misura c'è il siciliano Salvatore Seggio, di stanza a Maasmechelen, in Belgio, che reperiva la cocaina oltreoceano, gestiva gli ordini e ospitava in casa sua Signati. Il latitante 'ndranghetista è stato poi individuato in una clinica privata a sud di Bruxelles: con sé aveva un regolare documento d'identità italiano sul quale, però, era stata sostituita la fotografia. Nel corso delle indagini sono state arrestate in Belgio altre dieci persone e sequestrate diverse quintali di cocaina, 16 chili in Italia. Altri arresti sono avvenuti invece in Italia tra il 13 dicembre 2013 e il 21 marzo 2014. Oltre a Marte, gli altri destinatari delle misure cautelari a Bologna sono il leccese Giuseppe Indovino, già in carcere per reati di droga, e il calabrese Domenico Stagno, di San Calogero (Vibo Valentia). Nel Brindisino è stato invece raggiunto dal provvedimento Salvatore Arseni, mentre Leo Criaco è finito in manette a Montecchio Maggiore, nel Vicentino.

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