'Ndrangheta

Sabatino Di Grillo
agiva a Milano
come a Limbadi

I magistrati lombardi mettono in luce il clima di paura instaurato dal rampollo della famiglia Mancuso al Nord da circa due anni. Furti, estorsioni, recupero crediti e gestione delle discoteche al centro dell’inchiesta della Dda.

carabinieri

L’inchiesta della distrettuale antimafia di Milano che vede coinvolti cinque vibonesi mette in luce il clima di paura instaurato da alcuni componenti della famiglia Mancuso trapiantati a Milano. Il gip della distrettuale, Alessandro Santangelo, si sofferma su Sabatino Di Grillo che rappresenta la figura centrale attorno a cui ruota buona parte dell’inchiesta. Di Grillo, 37 anni, di Limbadi, residente da un paio di anni a Cuggiono (Mi) e figlio di Rosaria Mancuso, sorella dei più noti boss Giuseppe, Diego e Francesco Mancuso. Di Grillo per il procuratore della Dda milanese, Ilda Boccassini, e per il gip sarebbe «il più autorevole esponente in Lombardia della cosca Mancuso» che una volta stanziatosi «ha praticamente “esportato” lo stesso modello dell’associazione mafiosa originaria nell’area del Magentino(Mi)».

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