Reggio

Società miste,
«nuova frontiera
delle cosche»

Dopo la bufera giudiziaria che ha travolto la Multiservizi ora tocca alla Leonia essere investita da un’inchiesta della Dda. Sequestrata l’intera quota del socio privato nella partecipata e altri beni dei Fontana per un valore di 32 mln.

fontana

Oltre a Giovanni Fontana, sono stati arrestati anche i figli Antonino, Francesco Carmelo, Giandomenico, Giuseppe e le nuore Giuseppina Maria Grazia Surace (sposata con Giuseppe Fontana) ed Eufemia Maria Sinicropi (sposata con Antonino Fontana). Oltre alla famiglia Fontana è finito in manette anche il direttore operativo della Leonia, Bruno Maria De Caria. Agli otto arrestati vengono contestati a vario titolo di reati di associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d’ufficio, tutti reati aggravati dalle modalità mafiose. Non solo la Multiservizi, dunque. Anche la Leonia, secondo gli inquirenti, era finita nell’orbita della ’ndrangheta. Ancora una volta a Reggio Calabria l’attenzione della magistratura si concentra, dunque, sui rapporti e sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle società pubblico-private. Ed è proprio il giudice Domenico Santoro, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare a evidenziare come le società miste ormai rappresentano la «nuova frontiera dei rapporti tra le cosche mafiose ed il tessuto economico e sociale». Ma il giudice sostiene anche che le società partecipate hanno rappresentato uno dei poli «di attenzione della 'ndrangheta, finendo con il rivelarsi strumento mediante il quale la criminalità organizzata ha infiltrato l’economia cittadina».

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