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Falsi esami,
da archivi spuntano
migliaia di statini

Sarebbero ventimila i certificati affiorati dal passato che potrebbero costituire elementi di prova utili a scagionare gl’indagati. Almeno così sostengono il rettore Giovanni Latorre e il direttore amministrativo Fulvio Scarpelli. Verranno controllati dal pm Tridico e dalla digos. L’avvocato Feraco: sono solo poche centinaia.

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Alcuni di questi laureati col... trucco hanno già chiesto di patteggiare. Altri “dottori”, invece, continuano a difendere tenacemente la loro pergamena. E proprio per dimostrare la regolarità del loro percorso di studi sono andati alla ricerca di prove, insieme ai loro legali, nelle segreterie studenti dell’ateneo di Arcavacata. Un blitz per
accedere agli atti che dimostrerebbero la loro estraneità alle contestazioni della Procura guidata da Dario Granieri. E così, gli impiegati dell’Unical avrebbero avviato ricerche tra le scartoffie riposte in archivio e rovistando in vecchi e impolverati faldoni avrebbero trovato il “tesoro”. Migliaia di statini d’esame, regolarmente vistati dai professori.
Sarebbero ventimila i certificati affiorati dal passato che potrebbero costituire elementi di prova utili a scagionare gl’indagati. Almeno così sostengono il rettore Giovanni Latorre e il direttore amministrativo Fulvio Scarpelli che mercoledì mattina, accompagnati dall’avvocato Niny Feraco, si sono recati personalmente in Procura per informare
il magistrato inquirente della scoperta che finirebbe per orientare le investigazioni. L’avvocato Feraco  ha ridimensionato il numero, contenendolo in «poche centinaia, mentre ventimila sono tutte le attestazioni d’esame riferiti all’intero periodo esplorato dall’inchiesta della Procura». I certificati sarebbero stati trovati «in seguito a una più accurata verifica in segreteria».

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