Locri

“Papuzzella” resta
in carcere

La contestata ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta della Dda “Route 106”. Respinta dal TdL l’istanza per Antonio Cataldo: «Non c’è retrodatazione».

“Papuzzella” resta 
in carcere

Il giudice Foti ha depositato ieri mattina l’ordinanza con la quale ha rigettato la richiesta formulata dai difensori dell’indagato, avvocati Luca Maio e Giuseppe Mammoliti, che avevano chiesto la revoca della misura custodiale. In “Route 106” al 56enne indagato viene contestata l’appartenenza a un’associazione per delinquere di stampo mafioso, aggravata dall’essere una consorteria operante a livello transnazionale, con il ruolo di capo promotore, denominata “Cataldo” di Locri. Secondo le risultanze investigative,
fatte proprie dall’ufficio di procura, in particolare dal pm Antonio De Bernardo, che ha discusso in sede d’udienza del riesame, a carico dell’indagato insistono nuovi elementi, rispetto alle contestazioni già esplicitate nelle misure “Dead 659” del 2005, e “Pioggia di novembre” del 2008 e, perciò, e non vi è alcun problema di “retrodatazione” per i fatti contestati nella misura “Route 106”.

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