Operazione replay

Sollevato un altro
conflitto di competenze

Pm e collegio difensivo sostengono che gli atti dovrebbero essere trasferiti da Roma alla Procura distrettuale di Catanzaro. I 16 imputati a giudizio per associazione a delinquere finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di cocaina.

Sollevato un altro 
conflitto di competenze

Incompetenza territoriale ed invio degli atti ad altra autorità giudiziaria. Più precisamente, da Roma gli atti dovrebbero ritornare alla Procura distrettuale di Catanzaro per la celebrazione del processo dinanzi al Tribunale di Vibo. Ad otto anni dal blitz con il quale la Dda di Catanzaro ha sgominato una presunta associazione a delinquere dedita al narcotraffico, e dopo una decisione della Cassazione che individuava nella capitale la sede dell’associazione e quindi nel Tribunale di Roma la sede competente alla
trattazione del processo, la questione della competenza territoriale ritorna in campo. Il processo è quello nato dall’operazione denominata “Replay”, scattata il 12 dicembre
2004 con numerosi arresti fra il Vibonese e Roma disposti dal gip distrettuale di Catanzaro su richiesta del pm della Dda, Marisa Manzini.

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