Omicidio Gioia Tauro

Era il fratello
il bersaglio?

Tra le matrici del delitto di Domenico Condoluci anche un clamoroso errore di persona: la vera vittima doveva essere il fratello. Fabio Condoluci, 40 anni, in passato è stato accusato di tentato omicidio e poi assolto dopo tre processi.

Era il fratello
il  bersaglio?

Assolto, condannato e di nuovo assolto definitivamente. È il percorso giudiziario di Fabio Condoluci, fratello della vittima, indicato dagli investigatori (ma è un’ipotesi in questa fase poco credibile e tutta da verificare) come possibile bersaglio del killer che ieri a Gioia Tauro ha ucciso Domenico Condoluci. Fabio Condoluci era stato accusato di tentato omicidio. Secondo gli investigatori aveva provato a eliminare eliminare, investendolo davanti ad un noto pub di Tropea, Costantino Comito, 39 anni. I fatti risalgono
all’agosto del 2004. Per questa ipotesi di reato Fabio Condoluci, oggi quarantenne, assistito dall’avvocato Giuseppe Milicia, era stato assolto in primo grado.
Una sentenza impugnata dalla Procura di Vibo Valentia che insisteva sulla responsabilità del giovane. Da qui il processo di secondo grado con Costantino Comito parte civile nel procedimento, tramite l'avvocato Antonio Porcelli.

L'omicidio ha provocato non poca sensazione a Gioia Tauro dove Domenico Condoluci era molto conosciuto.
Ieri il Sindaco Renato Bellofiore ha diramato una nota nella quale parla di «omicidio efferato»: «Un segnale inquietante che ha turbato la tranquillità di tutti i cittadini e che denunzia il profondo degrado morale di chi, usando le armi della violenza bruta e della sopraffazione, ha calpestato il valore incommensurabile della vita umana portando dolore e smarrimento in tutta la comunità civile.

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