Calabria: in 30 anni

Spariti 172 mila ettari
di superficie agricola

In Calabria, negli ultimi 30 anni, sono spariti 172 mila ettari di superficie agricola. Ad affermarlo è il presidente della Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, facendo riferimento ad uno studio elaborato dall'organizzazione sulla base di dati Istat.

Spariti 172 mila ettari
di superficie agricola

In Calabria, negli ultimi 30 anni, sono spariti 172 mila ettari di superficie agricola. Ad affermarlo è il presidente della Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, facendo riferimento ad uno studio elaborato dall'organizzazione sulla base di dati Istat. "Sono cifre molto preoccupanti - sostiene Molinaro - perché riguardano sia i terreni più fertili, coperti dal cemento, sia le aree marginali che sono state abbandonate perché poco redditizie. Occorre porre un argine".
"Se a questo - afferma ancora Molinaro - si aggiungono i parchi eolici dei 'palazzinari dell'energià, che stanno violentando il paesaggio, siamo davanti davvero ad una situazione molto critica. Lo sviluppo che vogliamo in Calabria, regione agricola e turistica, è strettamente legato al rispetto del territorio alla sua corretta gestione e coinvolge le imprese agricole". "Dopotutto - dice il presidente di Coldiretti Calabria - il rispetto del paesaggio agrario è voluto dalla stragrande maggioranza dei cittadini calabresi, che evidente non ne possono più di assistere a cementificazioni senza freno, con un panorama di capannoni vuoti, una enormità di case, mega insediamenti commerciali e infrastrutture che sono un vero pugno nell'occhio. Il tutto evidentemente svuota i centri storici di attività commerciali e culturali. Occorrono quindi maggiori controlli ed una accentuata responsabilità, così come è necessario, prima di procedere al finanziamento e costruzione di nuovi capannoni o altri manufatti, recuperare quelli esistenti che sono inutilizzati. Ben vengano, quindi, sia il disegno di legge approvato dal Governo contro il consumo del suolo, che con una serie di misure vuole raggiungere l'obiettivo di limitare la cementificazione sui terreni agricoli, in modo da porre fine ad un trend pericoloso per il Paese". "A fare il paio - secondo Molinaro - è anche il 'Quadro territoriale regionale paesaggistico'' approvato dalla Giunta regionale. Gli aspetti fondamentali del 'Quadro' sono proprio il rafforzamento ulteriore dei principi di recupero, conservazione e riqualificazione del territorio e del paesaggio, finalizzati ad una crescita sostenibile dei centri urbani, con un sostanziale risparmio di territorio". "Questi due provvedimenti, nazionale e regionale - conclude - vanno nella direzione giusta perché difendono il terreno agricolo dal cemento e valorizzano le funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli, ai quali va riconosciuto il giusto reddito. E' evidente che i Comuni devono fare fino in fondo la loro parte nella redazione degli strumenti urbanistici".
In Calabria, negli ultimi 30 anni, sono spariti 172 mila ettari di superficie agricola. Ad affermarlo è il presidente della Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, facendo riferimento ad uno studio elaborato dall'organizzazione sulla base di dati Istat. "Sono cifre molto preoccupanti - sostiene Molinaro - perché riguardano sia i terreni più fertili, coperti dal cemento, sia le aree marginali che sono state abbandonate perché poco redditizie. Occorre porre un argine".


"Se a questo - afferma ancora Molinaro - si aggiungono i parchi eolici dei 'palazzinari dell'energià, che stanno violentando il paesaggio, siamo davanti davvero ad una situazione molto critica. Lo sviluppo che vogliamo in Calabria, regione agricola e turistica, è strettamente legato al rispetto del territorio alla sua corretta gestione e coinvolge le imprese agricole".

 "Dopotutto - dice il presidente di Coldiretti Calabria - il rispetto del paesaggio agrario è voluto dalla stragrande maggioranza dei cittadini calabresi, che evidente non ne possono più di assistere a cementificazioni senza freno, con un panorama di capannoni vuoti, una enormità di case, mega insediamenti commerciali e infrastrutture che sono un vero pugno nell'occhio. Il tutto evidentemente svuota i centri storici di attività commerciali e culturali. Occorrono quindi maggiori controlli ed una accentuata responsabilità, così come è necessario, prima di procedere al finanziamento e costruzione di nuovi capannoni o altri manufatti, recuperare quelli esistenti che sono inutilizzati. Ben vengano, quindi, sia il disegno di legge approvato dal Governo contro il consumo del suolo, che con una serie di misure vuole raggiungere l'obiettivo di limitare la cementificazione sui terreni agricoli, in modo da porre fine ad un trend pericoloso per il Paese". 

"A fare il paio - secondo Molinaro - è anche il 'Quadro territoriale regionale paesaggistico'' approvato dalla Giunta regionale. Gli aspetti fondamentali del 'Quadro' sono proprio il rafforzamento ulteriore dei principi di recupero, conservazione e riqualificazione del territorio e del paesaggio, finalizzati ad una crescita sostenibile dei centri urbani, con un sostanziale risparmio di territorio". "Questi due provvedimenti, nazionale e regionale - conclude - vanno nella direzione giusta perché difendono il terreno agricolo dal cemento e valorizzano le funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli, ai quali va riconosciuto il giusto reddito. E' evidente che i Comuni devono fare fino in fondo la loro parte nella redazione degli strumenti urbanistici".

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