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Inchiesta falsi esami
72 lauree da annullare
7 esami in un giorno per studente

Dopo un anno e mezzo la Procura ha chiuso le indagini che vedono coinvolte 75 persone, tra laureati, laureandi, un tutor e due impiegati amministrativi. I sostituti procuratori di Cosenza e Catanzaro, Antonio Tridico ed Alessia Miele, contestano agli indagati, a vario titolo, i reati di falso e introduzione abusiva nel sistema informatico dell'ateneo.

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Per superare gli esami della falcoltà di Lettere e filosofia non serviva studiare ma bastava conoscere l'impiegato giusto che, come per magia, riusciva ad esaudire il desiderio di tanti studenti: ottenere la laurea in tempi brevi e senza troppa fatica. E' questo lo scenario emerso nel corso delle indagini della Procura di Cosenza sui falsi esami dalla facoltà di Lettere e filosofia dell'Università della Calabria. Dopo un anno e mezzo la Procura ha chiuso le indagini che vedono coinvolte 75 persone, tra laureati, laureandi, un tutor e due impiegati amministrativi. I sostituti procuratori di Cosenza e Catanzaro, Antonio Tridico ed Alessia Miele, contestano agli indagati, a vario titolo, i reati di falso e introduzione abusiva nel sistema informatico dell'ateneo. Le indagini hanno avuto inizio nel marzo del 2011 dopo la denuncia del preside della facoltà, Raffaele Perrelli, che nel corso di una seduta di laurea non riconobbe come sua la firma apposta su uno degli statini inseriti nel fascicolo di un candidato. Nel corso delle indagini è stato sequestrato un ingente quantitativo di materiale e sono state compiute numerose consulenze grafologiche che hanno portato alla luce un complesso sistema di 'collaborazione' per 'agevolare' l'iter accademico di studenti "ansiosi di giungere al conseguimento della laurea, senza compiere alcuno sforzo". Sono stati acquisiti i fascicoli personali di circa settemila studenti laureatisi dal 2004 al 2011. L'esame della documentazione ha portato ad accertare l'esistenza di una vera e propria "organizzazione criminale composta - è scritto nell'avviso di conclusione indagini - da personale amministrativo e studenti finalizzata al conseguimento fraudolento del titolo di studio in lettere e filosofia". Dalle verifiche fatte è emerso che sono 72 le lauree in lettere ottenute in modo fraudolento che ora l'Università della Calabria dovrà provvedere ad annullare. Nei mesi scorsi la facoltà di Lettere ha già preannunciato che si costituirà parte civile. Il rettore dell'Università della Calabria, Giovanni Latorre, ha deciso che "procederà con determinazione alla tutela dell'immagine e del prestigio accademico dell'Ateneo". Tra gli oltre ventimila atti sequestrati è emerso il singolare caso di uno studente (attualmente indagato) il quale é riuscito a farsi attestare sette esami in un giorno, superati tutti brillantemente con un bel trenta e lode, filando via verso la laurea, conseguita, naturalmente, con il massimo dei voti. Il meccanismo utilizzato era semplice: si fotocopiava uno statino già utilizzato, si sostituiva il nome dello studente che aveva realmente sostenuto l'esame, si apponeva la firma del docente, con quest'ultimo ignaro di tutto, e si inseriva nel fascicolo del futuro laureando. Su alcuni documenti è stata trovata anche la firma di qualche docente che ormai non insegna più da anni nell'Università della Calabria. L'inchiesta sui falsi esami alla facoltà di Lettere ha portato a scoprire un sistema che sarebbe stato diffuso in tutto l'ateneo. La Procura, infatti, da alcuni mesi sta effettuando accertamenti e verifiche su sette facoltà. Nel luglio scorso sono stati acquisiti gli atti relativi alle lauree conseguite dal 2008 al 2011. (ANSA)

 

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