Mons. Morosini

"'Ndranghetisti
convertitevi!"

Lo ha detto il vescovo di Locri-Gerace, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nell'omelia in occasione della festa della Santa Croce al Santuario della Madonna di Polsi prima della consegna della croce ai giovani.

"'Ndranghetisti
convertitevi!"

La Madonna di Polsi

''Tutti dobbiamo convertirci, tutti dobbiamo riesaminarci. Lo chiedo anche a voi che avete aderito a qualunque tipo di associazione criminale, per ripetervi che anche a voi è offerta l'occasione di conversione nell'anno della fede, che sta per iniziare". Lo ha detto il vescovo di Locri-Gerace, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nell'omelia in occasione della festa della Santa Croce al Santuario della Madonna di Polsi prima della consegna della croce ai giovani. 

"Sapere che Dio perdona tutti senza eccezione - ha poi sostenuto il presule - fa ripartire per l'uomo la speranza e la vita, perché con il peccato nulla è definitivamente perduto, ma tutto recuperabile. La scissione tra vita e fede è una delle gravi cause che impediscono lo sviluppo della Locride. Non è mistero per nessuno che tutti abbiamo parte di responsabilità per la sua mancata crescita. Ma voi, gente di 'ndrangheta, avete una responsabilita' maggiore perché il clima di paura che create non giova alla nostra serenità; gli impedimenti voi ponete alle libere attività economiche scoraggiano gli investimenti, con la conseguenza terribile della disoccupazione e dell'emigrazione; l'immagine di uomo che proponete non giova alla crescita dei nostri giovani, perché è come un cappio che li porta diritto in un carcere. Il Battesimo è il segno caratteristico della fede cristiana. Se vogliamo purificare e rendere vera la nostra fede, dobbiamo ripudiare ogni altra forma di battesimo o di aggregazione ad associazioni criminali o ad altre società occulte, che sono contrarie al Vangelo di Gesù Cristo. In un paese abitato da cristiani deve regnare la vita e la felicità; deve sparire da esso qualunque forma di violenza: la droga, che semina morte, l'usura, che strozza lentamente la vita delle persone, le intimidazioni e gli attentati, che tolgono la pace, le tangenti che scoraggiano ogni attività produttiva, la violenza dell'omicidio. L'ideale di uomo non è quello del violento, che fonda il suo onore e il rispetto che cerca dagli altri sul possesso di armi o sulle minacce di ritorsioni. La famiglia cristiana si fonda sulla parità di diritti tra uomo e donna, sul dialogo, sull'amore che accoglie e perdona, sull'impegno dell'educazione dei figli. 

L'anno della fede deve aiutarci a fare una riflessione purificando quella visione della famiglia che sfocia nel familismo, cioé la cerchia ristretta di parenti chiusa in se stessa per sostenersi nell'illegalità e per darsi protezione reciproca nei momento in cui bisogna resistere allo Stato. Ai genitori che fanno parte in qualunque modo di associazioni criminali voglio dire: quale futuro darete ai vostri figli, quando la legge potrà colpirvi con il carcere, qualche volta a vita? La famiglia si sbriciola. Li amate veramente se li esponete a questa triste condizione?". "Miei cari - ha concluso mons. Fiorini Morosini - se guardiamo la nostra storia passata di calabresi ed enumeriamo tutti i morti all'interno della varie faide, generate dall'odio e dalla vendetta e che hanno distrutto tanti nostri paesi, ci accorgiamo quanto sia bello l'invito alla riconciliazione e al perdono che ci viene dalla croce".

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